Tennis

Luciano Darderi è troppo erratico, Rinky Hijikata lo elimina subito a Parigi

Federico Rossini

Pubblicato

il

Luciano Darderi / © e-motion/Stefan Strasser

Un Luciano Darderi che fa venire parecchi dubbi in tema di atteggiamento mentale dura, in campo, sostanzialmente 25 minuti nel match d’esordio al Masters 1000 di Parigi. Il classe 2002 di Villa Gesell cede nettamente al qualificato australiano Rinky Hijikata con il punteggio di 6-2 6-2 e lascia in maniera immediata, in singolare, la capitale francese.

Il primo game è subito sinonimo di break per Hijikata, che se lo prende con un mix di meriti propri fin dalla risposta e demeriti di Darderi (doppio fallo sul 40 pari che è l’anticamera della gran risposta dell’aussie che gli fa perdere la battuta). Fino al quarto gioco non succede più nulla di particolare, poi, in quel frangente, è bravo Luciano a sfruttare alcuni errori del suo avversario per riportarsi sul 2-2. Diventa così decisivo il quinto game, in cui la lotta è molto aspra e Darderi non sfrutta due opportunità di 3-2. Hijikata si guadagna quattro palle break non consecutive, e alla quarta, con uno smash pur non colpito perfettamente, in vantaggio ci va lui. A questo punto il match cambia radicalmente faccia: Darderi inizia a sbagliare a più non posso, l’australiano è molto più convinto e quel che ne risulta è un 6-2.

Di fatto, anche se il match continua, l’italiano da questo ne è uscito sul quinto gioco del primo set. Continua, non per caso, la sua rottura prolungata, potenziale mix di scoramento per quel momento e di uno stato fisico non perfetto che si trascina da Vienna. Nei fatti, i game consecutivi vinti da Hijikata diventano sette, con due break di vantaggio nel secondo parziale. Un sussulto, per la verità, Darderi ce l’ha sullo 0-3, quando Darderi riesce a trovare qualche risposta di buon livello e recupera uno dei due break. Lo riperde però subito, con la qualità di gioco dell’australiano che resta elevata per la situazione. Quando vince il suo quarto game del match Darderi si “mangia” una pallina, consapevole di quanto non è andato bene nulla. Finisce con un doppio 6-2.

Appena un’ora e 4 minuti la durata del match, dove il secondo parziale è decisamente più rapido del primo. Praticamente opposte le statistiche su vincenti ed errori gratuiti: 13-24 Darderi, 21-13 Hijikata. E resta da capire se ci sia ancora un potenziale di fiducia per l’italiano, che ha nel veloce indoor davvero la sua superficie meno ideale in assoluto. Appena due le partite vinte a livello ATP.

Exit mobile version