Sci Alpino
Lara Colturi stella dell’Albania: il parere di Giuliano Razzoli e Paolo De Chiesa a “Sport Fever”, una serata con OA
Paolo De Chiesa e Giuliano Razzoli sono stati ospiti di “Sport Fever, una serata con OA“, appuntamento andato in scena presso il Sellalab Auditorium di Biella. Il Campione Olimpico di slalom a Vancouver 2012 e uno dei volti simbolo della Valanga Azzurra hanno raccontato diversi aneddoti e hanno condotto molteplici riflessioni sul mondo dello sci alpino. Un’ampia parentesi è stata dedicata a Lara Colturi, che ha deciso di gareggiare sotto la bandiera albanese e che è salita più volte sul podio in Coppa del Mondo.
Paolo De Chiesa ha ribadito il proprio pensiero sulla figlia di Daniela Ceccarelli, già più volte evidenziato sulle colonne de La Scodata, rubrica che tiene su OA Sport: “Per me la bandiera, l’Italia, la Nazionale sono fattori imprescindibili. Io ho sognato sempre di mettere lo scudetto della Nazionale sulla giacca vento, di correre per l’Italia. Mio nonno è morto in guerra e lo Stadio Ferraris è dedicato a lui a Genova. Ci sono dei valori dentro di me. Quando ho visto questa Lara, fenomenale fin da bambina, che la famiglia ha deciso di far correre per l’Albania, mi ha fatto soffrire“.
L’apprezzato commentatore ha poi proseguito: “Adesso l’ho superata, il mondo è cambiato, questi valori sono sfumati e forse non ci sono più, quindi ognuno corre per i propri interessi. Io dentro di me soffro sempre e mi dispiace per lei, ma sbaglio: lei non è come me, lei quando corre per l’Albania non pensa di correre per l’Albania, lei corre per Lara Colturi. Io non devo farmi questo scrupolo di dispiacermi che lei non corre per l’Italia, devo cancellare questa cosa: lei va in partenza e corre per lei. Freddamente posso dire che mi dispiace che una ragazza così brava e così forte non corra per l’Italia“.
Il volto della Valanga Azzurra ha poi regalato un aneddoto: “Girardelli (Marc, ex fenomeno lussemburghese, n.d.r.) una volta mi ha detto che ci ha sempre invidiati perché lui era sempre con quel rompi di suo padre. Mi ha detto che ha fatto una vita di m**** e che vedeva noi sempre allegri e insieme. Lui ha vinto cinque Coppe del Mondo, ha vinto le discese di Kitzbuhel e Wengen nello stesso anno, è un fenomeno, un marziano, ma mi ha detto questa cosa. Io non credo che Lara Colturi invidierà mai le ragazze italiane, perché sono cambiati i tempi: tutto è diverso, lei farà la sua vita e vincerà quel che vincerà, se vincerà, per l’Albania“.
Giuliano Razzoli si è espresso sulla stessa lunghezza d’onda: “Anche io non avrei mai fatto una scelta del genere, correre per l’Italia era qualcosa di imprescindibile e non c’era assolutamente alternativa, però ognuno fa le proprie scelte. Mi dispiace perché a tutta Italia avrebbe fatto piacere se avesse rappresentato l’Italia, soprattutto perché è una ragazza così forte. Quando la vedo gareggiare tifo per lei, ma se devo scegliere in una sfida con un’italiana sceglierò sempre un’atleta che corre per l’Italia, è ovvio“.