Atletica

La vittoria a Parigi, la gloria a New York, la cura fisica e la crescita graduale: Yeman Crippa senza limiti per le Olimpiadi

Stefano Villa

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Yeman Crippa / Lapresse

Yeman Crippa ha tagliato il traguardo della Maratona di New York con il sorriso e ha poi esultato in maniera fragorosa, ma con ammirevole compostezza, per il risultato conseguito nella 42 km più iconica al mondo: il fuoriclasse trentino si è seduto al tavolo dei grandissimi della disciplina, ha corso da assoluto protagonista nel contesto più prestigioso del panorama internazionale, ha interpretato al meglio uno dei tracciati più esigenti in circolazione e ha conquistato un pregevole secondo posto.

Il secondo posto festeggiato nel cuore di Central Park è la sublimazione del percorso di crescita compiuto dal 30enne: ha impiegato del tempo per digerire completamente la distanza dopo aver vinto gli Europei sui 10.000 metri e in mezza maratona, ma, dopo aver carpito alcuni segreti della disciplina (non tutti, per sua stessa ammissione), ha iniziato a dare del tu alla maratona, potendosi prendere un po’ di confidenza con uno sforzo sui generis che tanto affascina il grande pubblico.

Debuttò sui 42 km il 2 aprile 2023 a Milano, chiudendo al quinto posto in 2h08:57. L’anno successivo passò dall’allora record italiano (2h06:06 a Siviglia il 18 febbraio) alla delusione delle Olimpiadi di Parigi 2024 (25mo in 2h10:36), poi due dolorosi ritiri nel 2025 tra Londra e i Mondiali di Tokyo. Probabilmente in quel momento sono emersi tanti dubbi sul reale potenziale in maratona, ma bisognava soltanto insistere e c’era bisogno di un clic, di un segnale che facesse capire al trentino il suo reale potenziale.

Il record italiano nella mezza maratona (59:01 a Napoli il 22 febbraio) ha fatto capire che Yeman Crippa era sulla strada giusta e il 12 aprile 2026 ha saputo vincere la Maratona di Parigi con il personale di 2h05:18. Un successo di enorme rilievo, in uno degli eventi di cartello del podismo internazionale, nella sempre affascinante capitale francese. Se in primavera aveva corso su un percorso filante e pensato per fare il tempo, a New York ha dovuto fare i conti con un’altimetria esigente e con diversi saliscendi, chiudendo comunque in un superbo 2h06:14 (sesto riscontro all-time nella Grande Mela).

Arriviamo proprio a questo punto: Yeman Crippa sembra essere buono per tutte le stagioni (nel senso letterale del termine) e per i tracciati più variegati. Al momento non può ancora competere con gli uomini che viaggiano su ritmi da 2h01′-2h02′, ma in una gara tattica e con delle difficoltà ha dimostrato di essere in prima linea per fare il colpaccio. Ieri ha operato il cambio di passo al 36mo chilometro e ha staccato il keniano Benson Kipruto, campione uscente: un impresa non da poco, attaccando in prima persona e provando a mettere in crisi Andreas Almgren, con cui se l’è giocata fino all’ultimo chilometro.

In negative split. Sì, Yeman Crippa è un maratoneta e non si pone limiti. Bravissimo ad avere risolto il problema al fianco che lo aveva accusato a fine settembre ai Mondiali di corsa su strada: “Per risolverlo – ha raccontato ai canali federali – ho fatto tanti esercizi sulla muscolatura della parte destra, che provocava un’andatura poco equilibrata, grazie al fisioterapista Lorenzo Pilati, al supporto del preparatore Riccardo Carbonaro e di Guglielmo Formichella. Per i rifornimenti, li ho messi a punto con il nutrizionista Luca Mondazzi, in modo da introdurre la quantità giusta di carboidrati“.

Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 sono un reale obiettivo e non bisogna nascondersi: “Voglio sfruttare le maratone prima dei Giochi per fare ancora più esperienza, per diventare ancora più maratoneta. Avrò 32 anni e vedo che chi fa ‘temponi’ adesso è avanti con l’età. Si possono fare ancora a 35 anni. L’importante è arrivare sani e fare tutto al meglio”. La concorrenza è ormai enorme e la maratona è sempre più aperta a vari scenari: a questo punto è lecito sognare“.

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