Atletica
La Sorda: “C’è un’anomalia nel caso Schwazer riguardo alle controanalisi. Alcune dichiarazioni contrastanti dello staff”
Nell’ultimo appuntamento di Sprint Zone, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Ferdinando Savarese, l’ospite è Stefano La Sorda: il giudice internazionale di marcia analizza la presunta violazione antidoping contestata ad Alex Schwazer dopo il controllo effettuato in Germania.
Il punto della situazione su quanto accaduto in Germania a Schwazer: “Noi abbiamo un caso che ancora una volta è piuttosto particolare, perché dalla gara del 26 aprile, in cui c’è stato questo controllo antidoping, dove Schwazer aveva fatto questo nuovo record italiano, si era stata invocata la sua convocazione a furor di popolo, poi c’era stato La Torre che, chiaramente, almeno così dicevano i giornali, perché La Torre non l’abbiamo mai sentito direttamente, quindi la stampa, i media comunque, riportavano che La Torre gli avesse, come dire, proposto ‘Guarda, non puoi sulla maratona, puoi tentare sulla mezza’, comunque, purtroppo, il 22 giugno del 2026, quindi circa 2 mesi dopo praticamente, abbiamo un notifica di positività, quindi notizia ufficiale. Il caso ha voluto che fosse ancora una volta il 22 giugno dopo 10 anni, dal 2016, ancora il 22 giugno, positività adesso all’EPO su entrambi i campioni sangue-urine, e lo stesso 22 giugno c’è stata questa conferenza stampa, io direi ancora una volta più surreale di quelle che abbiamo visto in passato, perché c’è stato comunicato di questa cosa, come dire, chiamarla anomala secondo me è poco, nel senso che io che sono un po’ rigido sui regolamenti, per me è una è un’abberrazione, ovvero che si sia potuto prelevare lo scarto dell’urina e portarselo via dal controllo antidoping“.
La cronologia degli eventi: “Non esiste che tu ti porti via il campione. Attenzione, Donati non se lo è portato via, lo ha detto lui stesso, dice ‘Io ho provato a chiederlo come provocazione e, come dire, l’ispettore antidoping, che è stato un po’ ingenuo, me l’ha dato’. Questa è anche un’ammissione di Donati, pubblica, che mi lascia un po’ perplesso. Comunque, detto questo, fatto sta che questo campione l’hanno preso e chiaramente hanno richiesto in questa conferenza stampa del 25 giugno, io sto seguendo la cronologia delle date, quindi nota stampa e formalizzazione del rifiuto da parte di Schwazer e del suo staff, dicendo ‘Io non voglio le controanalisi se non fate le controanalisi anche delle urine che ci siamo portati a casa noi’. Questo è il fatto, poi il fatto che dopo qualche giornalista, come dire, anche quelli che fanno, come dire, che da sempre hanno un po’ parteggiato per Schwazer si sono posti il dubbio, quest’urina residua, che solitamente da protocollo va semplicemente smaltita, ovvero davanti all’atleta viene buttata nel water e viene scaricata perché è un residuo, tra l’altro anche in termini quantitativi potrebbe essere inutile per un’analisi antidoping, hanno chiesto dove sarebbe stata conservata questa che, diciamo, non è neanche una provetta, è proprio un bicchierino. E Donati ha detto ‘L’ho conservato a casa, lo dirò io dopo dove l’ho conservato’. Sicuramente non l’ha potuto conservare un laboratorio antidoping, perché il laboratorio antidoping non è che tu ci vai e dici ‘Scusate,mi conservate l’urina che ho prelevato un’altra volta’. Allora, facendo questa richiesta qui, ovviamente è andato completamente fuori protocollo, per cui NADO Germania, che è l’unica autorità, l’essere, l’autorità che gestisce il risultato, perché Nado Germania ha fatto il controllo antidoping. NADO Germania è la NADO della Germania, l’autorità antidoping della Germania che si occupa di questo caso perché Schwazer non è più considerato un atleta di livello internazionale, quindi qui non c’entra World Athletics, ma c’entra NADO Germania. Gara in Germania, atleta italiano, gara in Germania, controllo antidoping fatto da NADO Germania, NADO Germania porta avanti la gestione del risultato, quando si arriverà al congelamento, insomma, alla definizione di entrambi i risultati, campione A e campione B, per competenza, siccome Schwazer dovrebbe essere considerato ancora atleta di livello ricreazionale, perché lui è un master, va bene, come categoria, la palla dovrebbe passare a NADO Italia. Però noi in questa fase ancora non ci siamo, perché le controanalisi del campione B a quanto pare non sono state ancora fatte e la cosa è anomala. Per quale motivo? Perché se un atleta rinuncia alle controanalisi, cioè lui deve accettare, può accettare entro 72 ore, comunque pochi giorni. Detto questo, poi l’autorità antidoping valuta se fare ugualmente le controanalisi sul campione B, cosa che può fare, lo comunica comunque all’atleta e gli dice ‘Guarda, noi li facciamo il giorno tot, se tu vuoi mandaci il tuo perito così puoi assistere, altrimenti noi siamo autorizzati ad agire anche da soli’. Le controanalisi sono state fissate per il 6 luglio del 2026, dal 6 luglio fino al 1° ottobre noi non abbiamo saputo più nulla. Qualcuno ha provato a contattare NADO Germania, ma NADO Germania si mette dietro a delle norme sulla privacy doverosissime che seguono, adesso devo dirti un altro particolare, una sentenza europea sulla privacy, perché c’erano degli atleti che volevano che il loro nome non fosse pubblicato come atleti squalificati, ma la sentenza europea ha ribadito il concetto che se tu vieni squalificato il tuo nome deve essere pubblico, perché gli altri atleti devono sapere chi è lo squalificato per non frequentarlo e tutto il resto. Però naturalmente la sentenza ha ribadito dei concetti di privacy che erano già risaputi e che adesso le autorità antidoping per evitare ripercussioni legali eccetera, quando fanno i procedimenti antidoping non rilasciano più nessuna dichiarazione, quindi voi da NADO Germania, a meno che qualcuno non abbia qualcuno infilato dentro, insomma, qualche talpa all’interno, non saprete mai niente, quindi l’unica fonte che abbiamo naturalmente è lo staff di Schwazer, che ci ha comunicato, Schwazer stesso il 1° ottobre con una intervista oppure, scusate prima con il suo profilo Instagram, poi ho visto proprio dalla sua bocca pronunciare una breve intervista durante il Festival di Trento su Instagram, era proprio uno spezzone, una storia, quindi non saprei neanche dove trovarla, magari dopo la trovo, in cui Schwazer diceva ‘Noi siamo soddisfatti perché hanno accettato di fare le controanalisi con un metodo nuovo, quello che volevamo noi’. Chiaramente questa cosa qui agli esperti, anche persone che ho consultato, li ha fatti un po’ cadere la sedia dicendo ‘Ma scusa un po’, ma com’è possibile una cosa del genere?’, e prontamente, la sera stessa è stato lo stesso staff di Schwazer a comunicare che invece la versione era leggermente diversa, ovvero che lui adesso si è reso disponibile a controanalisi, non è che si doveva rendere disponibile oppure poteva mettere dei paletti, è stata l’autorità antidoping e credo, siccome questo caso purtroppo porta sempre delle polemiche, delle ripercussioni legali eccetera, quindi ci sono andati con i piedi di piombo tutti quanti, dicendo ‘Guarda, vuoi fare le controanalisi dopo due mesi? Te le facciamo fare”. Praticamente non hanno accettato di fare le controanalisi con il metodo moderno perché col metodo moderno, il metodo nuovo che sostiene Schwazer, perché se l’analisi del campione A è stata fatta con il protocollo dell’Agenzia Antidoping, un protocollo riconosciuto a livello mondiale, le controanalisi del campione B si devono fare con lo stesso metodo, non è che lo fai con un metodo diverso e dici ‘Il primo l’ha trovato, il secondo non l’ha trovato, ho cambiato metodo, va bene così, la chiudiamo qua’. Devi fare con lo stesso modo e devi rispettare il protocollo. Ora questa cosa qui rimane sempre un’anomalia, non esiste un caso doping in cui una controanalisi sia stata fatta, o almeno concessa all’atleta, con tale distanza, quindi, come al solito Schwazer riesce sempre a fare delle cose inedite, il caso Schwazer riesce a fare sempre delle cose inedite. Quello che posso dire in più io che è l’unica novità che ho, è che nei campioni di urina e sangue prelevati in occasione di questa gara ci sia una concentrazione di EPO sufficientemente alta dal giustificare il fatto che una controanalisi avvenga anche a distanza di tempo. Solitamente per quanto riguarda l’EPO si tende a fare le controanalisi il più presto possibile per evitare il decadimento del campione, probabilmente NADO Germania, come dire, si sente, talmente sicura da dire ‘Guarda, io faccio pure le controanalisi dopo un sacco di tempo, così l’atleta non ha nulla da lamentarsi’, perché vuol dire che la quantità è talmente evidente e, attenzione, qui parliamo controlli antidoping, quindi non si parla di litri, si guarda a quantità decisamente minori, quindi quando parlo di una quantità alta non significa ettolitri o galloni, significa è poco in più della media“.
Puntualizza La Sorda: “Da NADO Germania io non ho nessuna nessuna informazione, sia perché non ho parlato mai con NADO Germania, sia perché NADO Germania io so che dà risposte del tipo ‘Poiché c’è la privacy, noi non diamo risposte su questo procedimento, le daremo nel momento in cui si chiude il passaggio, e quindi quando ci saranno le controanalisi’. Ora, ammesso e non concesso che le dichiarazioni di Schwazer e del suo staff siano precise, veritiere proprio nel dettaglio, cosa che oggettivamente non sono state fino ad adesso, insomma, si sono contraddetti tra di loro, per cui questo è un dato oggettivo, adesso è passato un mese della loro dichiarazione, quindi io mi aspetto che se c’è un risultato di controanalisi lo vedremo fra pochi giorni, questo è quello che mi posso aspettare. Che ci sia un’attesa ancora più lunga mi renderebbe ancora più anomalo questo caso, e sinceramente sarei anche stupito in maniera negativa. Io non so il valore, non so il numero, non so niente. Non ho visto la cartella clinica di nessuno. Qui già si parte con l’anomalia di uno che si porta a casa il campione antidoping, cioè il residuo del campione antidoping, poi adesso si aspettano mesi sulle desiderate di un atleta che, voglio dire, avrà il suo staff di avvocati che fa il suo doveroso lavoro, perché vuol dire che gli avvocati stanno lì per difendere la gente, poi non so quali metodologie utilizzano, o comunque in che modo riescono sempre ad allungare, come dire, il brodo sempre in cose lunghissime, però, voglio dire, si spera che almeno che questa storia finisca, se è positivo poi ne paghi le conseguenze, se non sei positivo, sappiamo che non sei positivo, viva Dio, sei libero“.
La Sorda si è soffermato anche sulla mancata assegnazione dei Mondiali all’Italia: “Il fatto che in Italia non sia stata selezionata per fare il Mondiale è strettamente economica, venivamo anche da Europei con poco pubblico. Non posso dire che non l’Italia non sia stata selezionata per Donati, ma ha fatto una richiesta fuori dal protocollo in fase di controllo e l’ispettore si è giocato il posto di lavoro, ma le tante critiche alla WADA e alcune dichiarazioni sul fatto che non si sarebbe più pagata l’Italia, hanno forse inciso. L’Italia versa tot euro, ognuno fa la sua parte per fare la lotta contro il doping: se la nostra Nazione, con le sue istituzioni, attacca la WADA, allora forse quello ha creato dei problemi. Mi ricordo un’iniziativa parlamentare pro Schwazer e che l’allora Ministro dello Sport andò a parlare con la WADA: tutte le istituzioni sono criticabili, ma la critica deve essere oggettiva”.
Attenzione su alcune novità nella normativa antidoping per il 2027: “Per molte sostanze sono stati stabiliti dei limiti minimi. In passato, per determinante sostanze, c’erano dei quantitativi minimi, ma gli atleti venivano squalificati lo stesso. Il regolamento non si è ammorbidito: nei protocolli di indagine della WADA le soglie non erano stabilite per tutte le sostanze, ora invece sono state stabilite per più sostanze, ma non aspettatevi un libera tutti. Prima poteva esserci qualcosa di non chiaro, adesso ci sono dei termini più precisi. La WADA gestisce il regolamento, ma le decisioni in merito ai singoli casi le prendono le autorità antidoping. Lo scorso anno la cannabis venne considerata una sostanza ricreazionale e porta a una squalifica ormai ridotta a un mese, mentre in passato non era così: le varie Federazione hanno proposto di cambiare il regolamento e si è arrivati a questo. Bisogna parlare con le proprie Federazioni, che hanno la possibilità di rivolgersi alla WADA“.