Formula 1

Kimi Antonelli a Interlagos: “Zero pensieri, ma niente rilassamento perché voglio vincere”

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / IPA Sport

Il titolo mondiale in tasca non ha spento la fame di Kimi Antonelli, che a Interlagos si presenta con un solo obiettivo: continuare a vincere. Il ventenne bolognese della Mercedes, laureatosi campione del mondo domenica scorsa in Messico, ha messo da parte la tensione delle ultime settimane, ma non ha alcuna intenzione di lasciarsi andare.

Il Gran Premio del Brasile, del resto, non è un fine settimana qualsiasi: si corre nel Paese di Ayrton Senna, l’idolo di sempre, e per l’occasione Kimi scenderà in pista con un casco speciale che richiama i colori di quello dell’asso sudamericano. “Quando l’ho visto ho detto wow“, racconta.

Il peso della classifica non c’è più, e il pilota lo ammette con un sorriso: “Zero pensieri, adesso non devo più preoccuparmi per il campionato“. Subito dopo, però, arriva il contrappeso: “L’unica cosa che devo evitare è rilassarmi troppo. Devo mantenere l’intensità giusta, la stessa cattiveria e la voglia di vincere. Non è che adesso abbiamo conquistato il titolo e posso fermarmi. Voglio finire bene la stagione“.

Lo sguardo, anzi, è già rivolto oltre l’orizzonte del 2026. “Per me la preparazione del 2027 comincia adesso. Voglio sfruttare queste ultime gare per arrivare ancora più preparato al prossimo anno“, spiega Antonelli, che a quattro giorni dall’impresa confessa di non averla ancora metabolizzata: “È stato bello, ma non ho ancora realizzato tutto. Adesso abbiamo questo weekend, nel quale cercheremo di vincere. Credo che soltanto quando sarà finita la stagione avrò il tempo per ripensare a quanto è successo“.

L’ondata d’affetto, intanto, lo ha raggiunto anche da lontano. “Ho visto i cartelloni, le feste e tantissimo supporto. È stato incredibile“, dice a proposito dei festeggiamenti in Italia. Tra i centinaia di messaggi ricevuti, anche da molti colleghi, ce n’è uno che ha colpito più di altri: “Mi ha fatto molto piacere quello di Sebastian Vettel. Mi ha lasciato un messaggio importante: ‘There’s still a race to win’ (C’è sempre un’altra gara da vincere). Ed è vero, perché non voglio fermarmi qui. Voglio continuare e la vittoria più importante deve ancora arrivare“.

Il ricordo più intimo resta però quello di Città del Messico. A festa finita, Antonelli è tornato da solo nello stadio dell’Autódromo Hermanos Rodríguez, dove poche ore prima aveva ricevuto il trofeo sul podio. “È stata una giornata talmente intensa, piena di emozioni, che tornare lì alla sera, con tutto vuoto e nel silenzio totale, è stato molto, molto bello“. Ha poi rivisto la corsa: “Mi è venuta la pelle d’oca. Prima la corsa, poi il momento del podio. È stato emozionante anche ascoltare il commento di Carlo Vanzini in italiano e di David Croft in inglese“.

Prima di approdare a Interlagos, la giornata brasiliana più speciale è stata quella trascorsa con la famiglia Senna nella tenuta di Tatuí, dove ha girato sulla pista di kart inaugurata da Ayrton e si è seduto nell’abitacolo della Lotus del 1986. “È stata un’emozione forte vedere quanto fossero diverse le monoposto di allora. Già soltanto la posizione di guida: eri seduto molto più avanti, quasi sull’asse anteriore, mentre oggi siamo molto più centrali e protetti. E poi il volante semplicissimo, il cambio ad H. Quando tocchi con mano come guidavano i piloti di quell’epoca hai ancora più rispetto per loro. Parliamo di una monoposto che in qualifica aveva più di mille cavalli“.

Commosso anche dall’accoglienza ricevuta: “Ci hanno accolto a braccia aperte, sono stati carinissimi. Mi hanno fatto tanti regali, tra cui una riproduzione del giubbotto in pelle marrone che indossava Ayrton e una miniatura della scultura che si trova qui a Interlagos. È stata una giornata indimenticabile“.

Archiviati i ricordi, resta da affrontare un weekend che si preannuncia tutt’altro che semplice. Antonelli si attende valori molto ravvicinati e un’incognita meteo capace di rimescolare le carte: “Credo che Red Bull sarà molto forte qui, così come McLaren. L’asfalto è un po’ usurato e potrebbe esserci degrado, ma dipenderà molto dalle temperature. Le previsioni sono incerte, sembra possa anche piovere. Dovremo essere pronti a reagire a ogni situazione“.

La Mercedes, dal canto suo, arriva in Brasile con una fiducia crescente, figlia dei progressi mostrati nelle ultime gare. “Le prestazioni si sono ormai livellate. Ci sono circuiti dove noi andiamo un po’ meglio e altri dove sono gli avversari a essere più competitivi. Interlagos ha un po’ di tutto, curve veloci e lente. In quelle lente facciamo ancora un po’ di fatica, ma credo che in Messico abbiamo compiuto un bel passo avanti“. Senza più un Mondiale da inseguire, ma con la stessa fame di prima.

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