GP Qatar

Jorge Martin: “C’è qualcosa più forte di me che mi spinge a continuare a lottare, sono resiliente”

Mattia Fierro

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Jorge Martin/Valerio Origo

Si chiude in settima posizione il Gran Premio del Qatar 2026 di Jorge Martin. Dopo il podio nella Sprint di ieri, lo spagnolo soffre di più nella gara lunga, cercando di fare la differenza in avvio ma faticando nella seconda parte a causa del polso ancora dolorante. Il centauro dell’Aprilia ha comunque offerto un esempio di grande combattività, completando il weekend dopo appena due settimane dall’infortunio.

La classifica del Mondiale è però ormai nella direzione di Marc Marquez, che con il secondo posto odierno ha allungato a 60 punti di vantaggio. Il titolo sembra ormai essere sfuggito, ma “Martinator” ha comunque onorato la gara ed il fine settimana del Qatar, concluso con sofferenza ma anche determinazione.

Come riportato da Marca, l’iberico ha così analizzato la sua gara: “Vista la mia situazione, credo fosse l’opzione più comoda. Ho cercato di fare una buona partenza, e ci sono riuscito, ma le prime curve erano troppo rischiose e sono rimasto molto indietro. Ho recuperato gradualmente terreno, ma credo che la chiave del weekend sia stata la qualifica: partire così indietro non mi ha aiutato. Penso di avere avuto il passo per arrivare quarto o quinto, con Ogura, ma ho fatto quello che potevo. Sono orgoglioso perché lunedì e martedì non volevo venire, e alla fine sono riuscito a finire entrambe le gare e andremo in Portogallo con una possibilità. Quello che voglio è lottare, e lotterò finché potrò. Sta diventando sempre più difficile, ovviamente, ma sono ancora qui e resisto”.

La grande prova di forza offerta ed il motivo di tentare di disputare il weeekend del Qatar: “Forse le sensazioni mi hanno aiutato, ma c’è qualcosa di più forte di me che mi spinge a continuare a lottare. Mi considero una persona forte, tenace e testarda, e alla fine è questo che mi spinge a non mollare. Ora la mia mano sembra un melone, ma ho qualche giorno di riposo e credo che in Portogallo sarò quasi al 100%, e non vedo l’ora di dimostrare il mio potenziale lì. Sono resiliente, me lo sono anche tatuato. Ce l’ho dentro, perché se c’è qualcuno che si adatta alle situazioni e cerca di trarre il massimo da ciò che accade, quella sono io. Un aggettivo che mi descrive bene”.

Concludendo sui problemi fisici: “Con l’adrenalina a mille, ero davvero concentrato. Il problema è che non riesco a guidare bene, non freno come si deve, non spingo la moto al limite. Gli ultimi 7-8 giri sono stati davvero duri. C’è stato persino un momento in cui ho pensato di poter raggiungere il gruppo di Ogura, ma è stato davvero difficile. Negli ultimi tre giri non ho fatto altro che aspettare che finisse, ma finalmente è arrivata e ho tagliato il traguardo, che era il mio obiettivo”.

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