Formula 1
F1, promossi e bocciati del GP del Messico 2026. Verstappen implacabile, Vasseur inconsistente
Il Gran Premio del Messico di F1 è passato agli archivi, ma il Circus non ha nessuna intenzione di fermarsi. Difatti, prosegue il suo viaggio verso sud e si appresta a varcare l’equatore. Nell’imminente weekend si correrà in Brasile. Tuttavia, prima di trasferirsi idealmente nell’emisfero australe, si può trarre un breve bilancio della gara di Città del Messico in termini di promossi e bocciati.
PROMOSSI
ANTONELLI Kimi (Mercedes) – Doveva vincere il Mondiale, questo era l’obiettivo del weekend. Missione compiuta con un terzo posto, così ha potuto festeggiare sul podio. Inoltre, giusto per non farsi mancare niente, ha nuovamente bastonato il compagno di squadra George Russell sul piano delle prestazioni. Chissà, ora il suo compito sarà aiutarlo ad arrivare secondo in classifica generale.
VERSTAPPEN Max (Red Bull) – Si è perso il conto delle gare vinte in Messico. Il nederlandese è un fuoriclasse, perché sa sfruttare al meglio le disgrazie altrui, come accaduto ieri sera. Spietato, chirurgico, implacabile. Paga l’inizio da incubo della Red Bull, ma ora è tornato dove gli compete. Si merita di arrivare secondo nel Mondiale. Poi l’augurio è di vederlo lottare ad armi pari con Antonelli nel 2027.
HAMILTON Lewis (Ferrari) – Sul piano delle prestazioni è stato un grandissimo fine settimana. Torna in pole position e lotta concretamente per vincere, senza riuscirci anche a causa degli episodi a lui sfavorevoli. Comunque, un weekend che dimostra come non sia ancora sazio, né appagato, né imbolsito. Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della F1, lui sogna di diventare il primo over-40 dopo tempo immemore. Dipende dalla Ferrari 2027. Lewis ci proverà, la velocità non gli manca.
BOCCIATI
RUSSELL George (Mercedes) – Il Mondiale lo vince uno solo e quell’uno si chiama Kimi Antonelli. Però c’è modo e modo di venire battuti. L’inglese sta colando a picco e rischia di dover ricordare il 2026 come un incubo agonistico. Continua a sbagliare, continua a prendere sberle. Sta diventando un caso, nel senso che Mercedes deve preoccuparsi di recuperarlo, perché ora come ora ha perso totalmente la bussola.
VASSEUR Frederic (Ferrari) – C’è l’opportunità di tornare a vincere una gara. Hai la monoposto più competitiva e due piloti che partono in prima e terza posizione su una pista dove il primo giro è sempre critico. Magari fargli un discorsetto, del tipo “Ragazzi, niente cavolate. Oggi la portiamo a casa come squadra, la vittoria ve la potete giocare, ma cominciamo senza farci guerre nelle fasi iniziali, diamoci un mano a vicenda”? Se gliel’ha fatto ed è successo quello che è successo, la sua leadership è debole. Se non glielo ha fatto, è ancora più grave.
NORRIS Lando (McLaren) – Il giorno della sua abdicazione è triste, anonimo. Passa il testimone ad Antonelli con un anonimo quinto posto. Un anno illuminato da quelle due vittorie estive, ma niente più. Sembrava in grado di chiudere vigorosamente, viceversa sta chiudendo in disarmo, senza neppure poter lottare per il podio della classifica generale.