Formula 1

F1, è morto Alan Jones. Campione del Mondo 1980 con la Williams, aveva appena compiuto 80 anni

Francesco Paone Casati

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Alan Jones / La Presse

È morto Alan Jones, Campione del Mondo di Formula 1 nel 1980 e primo pilota a vincere il titolo iridato con una Williams. L’australiano è scomparso tre giorni dopo aver compiuto 80 anni. Era, inoltre, uno dei piloti maggiormente apprezzati da Frank Williams, che prediligeva chi aveva tanto pelo sullo stomaco e pochi scrupoli. Insomma, un duro e puro.

Jones debutta in F1 nel 1975 con la Hesketh, trasferendosi poi sulla Embassy Racing di Graham Hill. Nessun risultato di rilievo e nel 1976 si trasferisce alla Surtees, con la quale arrivano diversi piazzamenti a punti. Non c’è male e difatti per il 1977 viene chiamato dalla Shadow, scuderia ambiziosa e con discreti mezzi economici. Ecco che Alan comincia a farsi notare davvero, vincendo il Gran Premio d’Austria per poi salire sul podio anche a Monza.

A proposito di ambizione, ecco entrare in scena Frank Williams, il cui team era agli albori. Il costruttore britannico guardava però già al vertice e aveva individuato in Jones l’uomo a cui affidarsi per completare la scalata del Circus. Il primo anno, però, è difficile. Arriva qualche lampo, ma generalmente Jones vegeta a centro classifica. Si sta solo seminando in vista del futuro.

Quando, nel 1979, arriva la FW07, una delle prime cosiddette wing-car, l’australiano diventa subito protagonista. Anzi, diventa imbattibile nella seconda metà di stagione. Quattro vittorie nell’arco di cinque GP e la sensazione di essere pronto per issarsi sul pinnacolo del motorsport.

Difatti, il 1980 è l’anno della verità. Jones lotta per il titolo e l’avversario è un rampante pilota brasiliano, Nelson Piquet. Il duello fra i due è feroce e non mancano i colpi bassi. È una battaglia senza esclusione di colpi nonostante la complessiva superiorità della Williams nei confronti della Brabham. Alfine, emerge proprio l’australiano con forza e prepotenza. La Williams entra nel novero dei team capaci di vincere un Mondiale e lui corona un sogno d’infanzia.

Il 1981 avrebbe potuto essere la stagione del bis, invece il famigerato ammutinamento di Carlos Reutemann, che si rifiuta di ricoprire il ruolo di seconda guida designata, genera una guerra civile in seno alla Williams. Un conflitto fra i due piloti che danneggerà entrambi (soprattutto l’argentino), per la gioia di Piquet, che si prende la rivincita e si fregia del suo primo Mondiale.

Appagato per il titolo e amareggiato per il tradimento del compagno di squadra, Jones dice basta e si ritira, a soli 35 anni. In realtà, effettuerà due comeback. Nel 1983 correrà una tantum con l’Arrows a Long Beach, mentre tra il 1985 e il 1986 si cimenterà nell’avventura americana della Beatrice Haas. Un progetto estremamente ambizioso, naufragato sul nascere.

In realtà, Alan svelerà anni dopo di aver avuto un rimpianto. La Ferrari lo aveva chiamato per sostituire Didier Pironi sul finire del 1982. Lui cincischiò troppo, era indeciso se tornare o meno. Alfine, a Maranello non potevano più aspettare e misero sulla rossa numero 28 Mario Andretti, richiamato in azione a 42 anni. Fu autore della pole position a Monza, dove chiuse terzo.

La famiglia lo ha ricordato scrivendo: “Alan ha dedicato la sua vita allo sport motoristico. Ha costruito un’eredità che continuerà a vivere attraverso le innumerevoli persone che ha incontrato lungo il suo cammino. Ha lasciato un segno indelebile in questo sport, sia in Australia, che nel resto del mondo”.

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