MotoGP

Duro botta e risposta tra Bagnaia e Tardozzi. “Conto i giorni per l’addio”; “La moto è uguale a quella di Marquez”

Giandomenico Tiseo

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Francesco Bagnaia / IPA Sport

Il Gran Premio della Malesia a Sepang ha lasciato un segno che va oltre la classifica. Il tredicesimo posto di Francesco “Pecco” Bagnaia, a più di 30 secondi dal vincitore e compagno di squadra Marc Marquez, ha certamente pesato sul campionato, ma la vera notizia è arrivata dopo la bandiera a scacchi: la frattura con la Ducati, già evidente da tempo, è diventata pubblica. Con il passaggio di Bagnaia ad Aprilia ufficializzato per la prossima stagione, le parole sono scivolate rapidamente dal piano tecnico a quello dello scontro diretto con il team manager Davide Tardozzi.

Ai microfoni di Sky Sport, ancora provato dalla gara, il due volte campione del mondo ha scelto di non girare intorno al problema. La sua accusa è tecnica e precisa: nel 2025, tra i test di Misano e il Gran Premio del Giappone, la moto aveva ricevuto un intervento che andava oltre la normale messa a punto.

Come ha spiegato lui stesso, “qualcosa di diverso dalle semplici tarature e dal set-up era stato modificato“. Un cambiamento che, nella sua ricostruzione, gli aveva restituito fiducia in sella: “Quella modifica mi aveva permesso di tornare a guidare“. Oggi, però, quell’elemento sarebbe scomparso, e con lui la sensazione di sicurezza: “Ora quella cosa lì non esiste più, esattamente come non c’è più il feeling di prima“.

Il discorso del pilota piemontese si è poi allargato dal mezzo meccanico al rapporto con la squadra con cui ha conquistato due titoli iridati. Il confronto con il Bagnaia vincente di un tempo si risolve, nelle sue parole, in un solo fattore: “La differenza tra il Pecco che in passato vinceva a Sepang e quello di adesso è la moto“. E in conclusone: “Conto i giorni che mi separano dall’addio“.

La replica di Tardozzi è arrivata a stretto giro e con un tono altrettanto netto. Il team manager ha respinto l’idea che Ducati stia trattando in modo diverso un pilota ormai destinato altrove, dichiarando di non capire a cosa Bagnaia si riferisca: “In tutta onestà, non ho idea a cosa si riferisca“.

Ha rivendicato poi l’impegno del reparto corse, spostando però il nodo sul versante opposto: “Abbiamo fatto di tutto, ma purtroppo non siamo ancora riusciti a trovare quello che gli serve“. In questa lettura, il problema non sarebbe la mancanza di sforzi da parte del team, ma l’incapacità di individuare una soluzione che soddisfi le richieste del pilota.

Su un punto Tardozzi ha insistito in modo particolare, quello della parità di materiale. Nessun segreto, nessuna modifica fatta sparire: “Ha la stessa identica moto di Marc e Alex Marquez“. E ancora, a sottolineare che gli interventi recenti non hanno portato risultati: “Qualsiasi cosa abbiamo provato e fatto ultimamente per andargli incontro non ha funzionato”. Il passaggio più duro è l’ultimo, che suona come una resa sul piano tecnico: “Evidentemente le idee per adattare la moto alle sue richieste si sono esaurite“.

Quello che avrebbe dovuto essere un congedo graduale tra un campione e la squadra che lo ha portato al vertice assomiglia sempre più a una separazione conflittuale, consumata davanti alle telecamere.

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