Coppa Davis

Berrettini non chiude alla Davis: “Se mi chiamerà, sarò pronto”. La palla passa a Volandri

Giandomenico Tiseo

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Matteo Berrettini / IPA Sport

La vittoria contro Brandon Nakashima al primo turno del Masters1000 di Parigi indoor, arrivata dopo aver annullato due match-point, restituisce a Matteo Berrettini non soltanto fiducia, ma anche una prospettiva concreta in vista dei prossimi impegni. Tra questi, inevitabilmente, c’è la Coppa Davis. E proprio sul tema della sua possibile presenza in azzurro, il romano ha voluto fare chiarezza, lasciando intendere che la sua candidatura è tutt’altro che tramontata.

L’esclusione dall’elenco dei pre-convocati diramato da Filippo Volandri aveva alimentato diverse interpretazioni. In particolare, si era ipotizzato che le tensioni personali con Lorenzo Musetti, legate alla fine del rapporto d’amicizia tra i due (ipotizzato), potessero rappresentare un ostacolo insormontabile per un eventuale ritorno in squadra. Le parole pronunciate da Berrettini in conferenza stampa, tuttavia, restituiscono un quadro differente: la volontà di esserci è ancora forte e la porta della Davis, almeno dal suo punto di vista, resta aperta.

Un giornalista gli ricorda il contributo offerto alla nazionale nelle ultime due stagioni e gli chiede quanto pesi, sul piano personale, non essere attualmente nell’elenco. Matteo non nasconde la difficoltà di trovare spazio in un gruppo ricco di alternative, ma invita a considerare il momento delle selezioni e la possibilità che gli equilibri cambino nelle prossime settimane.

“Prima di tutto, naturalmente, abbiamo tanti giocatori in squadra e sapevamo che farne parte è sempre difficile. Allo stesso tempo, le convocazioni arrivano un mese prima, quindi possono succedere tante cose e dobbiamo essere pronti“.

Un passaggio che chiarisce come l’assenza dall’elenco iniziale non debba essere interpretata come una rinuncia definitiva. Berrettini è consapevole della concorrenza, ma il confronto con il capitano Volandri gli ha lasciato un’indicazione precisa: continuare a lavorare, mantenere la condizione e farsi trovare pronto nel caso in cui arrivasse una chiamata.

“È quello che mi ha detto Filippo: se voglio giocare, devo essere pronto. E lo sono. È per questo che sto giocando, che continuo a sperarci e ad aspettare di vedere che cosa succederà nelle prossime settimane. Se mi chiamerà, sarò pronto“, ha dichiarato.

Parole che smentiscono, almeno sul piano della disponibilità personale, l‘idea che eventuali dissapori con Musetti possano aver spinto Berrettini a chiamarsi fuori dalla competizione. Il romano non rivendica un posto, ma ribadisce la propria intenzione di rispondere presente. La decisione finale, naturalmente, spetterà a Volandri, chiamato a valutare le condizioni dei giocatori e le caratteristiche più funzionali alla squadra.

In questo scenario, resta da considerare anche la candidatura di Luciano Darderi, che ha mostrato un rendimento interessante nel corso della stagione. Il suo storico sul cemento indoor, però, non offre indicazioni particolarmente solide: le sole due vittorie in carriera al coperto rappresentano un dato che non rafforza in modo significativo la sua posizione. L’italo-argentino, dal canto suo, ha comunque manifestato sui social la volontà di essere presente a Bologna, dove dal 24 al 29 novembre si disputeranno le Finals di Coppa Davis.

La questione, dunque, resta aperta e la scelta del capitano sarà determinante. Berrettini, intanto, ribadisce quanto il legame con la maglia azzurra sia ancora profondo. La Davis è un appuntamento al quale tiene particolarmente e che non considera affatto archiviato. “Adoro giocare la Coppa Davis e ogni volta per me è un grandissimo onore. Vedremo. Credo che sia ancora tutto piuttosto aperto“, ha concluso.

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