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Zverev continua a vincere: quando può sorpassare ufficialmente Sinner al n.1

Giandomenico Tiseo

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Alexander Zverev / LaPresse

Nel tennis, il vertice del ranking non si conquista soltanto vincendo: a volte basta che il calendario presenti il conto a chi lo occupa. È quanto sta accadendo nella corsa al numero uno mondiale, dove Alexander Zverev è ormai vicino a coronare un inseguimento che potrebbe consegnargli, per la prima volta in carriera, la leadership della classifica ATP.

A spianargli la strada è soprattutto l’assenza forzata di Jannik Sinner, fermato da un problema al ginocchio, insieme ai risultati di Carlos Alcaraz sul cemento asiatico. Una combinazione che ha progressivamente modificato gli equilibri e trasformato il sorpasso da ipotesi concreta a prospettiva sempre più imminente.

Per il ventinovenne tedesco, dunque, la questione non riguarda più soltanto la possibilità di raggiungere la vetta, ma il momento in cui riuscirà a occuparla ufficialmente. La semifinale conquistata al Masters1000 di Shanghai ha già prodotto un risultato significativo: Zverev ha superato quota 10.000 punti nella classifica virtuale, consolidando la propria candidatura. Ma il dato decisivo va cercato soprattutto nella dinamica dei punti in scadenza, una delle variabili che rendono il ranking ATP una corsa nella quale il rendimento presente si misura inevitabilmente con i risultati del passato.

Sinner, infatti, deve fare i conti con la progressiva uscita dal conteggio dei punti conquistati nell’autunno precedente. A pesare sono soprattutto i 500 punti di Vienna e i 1.000 ottenuti a Parigi indoor, risultati che avevano contribuito in maniera sostanziale a consolidare la sua posizione.

Con il venir meno di questi risultati, il patrimonio dell’azzurro è destinato a ridursi, lasciando a Zverev un margine di manovra sempre più ampio. La quota di riferimento di Sinner prima delle ATP Finals è destinata a scendere a 9.450 punti: una soglia che il tedesco può avvicinare e superare sfruttando le opportunità offerte dagli ultimi appuntamenti della stagione.

La corsa alla vetta si concentra così su due scadenze, entrambe legate alla capacità di Zverev di capitalizzare il momento favorevole. La prima è il 2 novembre, data nella quale il tedesco potrebbe ritrovarsi al comando già al termine dell’ATP 500 di Vienna. Per riuscirci, tuttavia, il margine d’errore è ridotto al minimo: non basterebbe fermarsi in semifinale a Shanghai, né sarebbe sufficiente raggiungere la finale. Servirebbe il titolo nel Masters 1000 cinese, seguito da almeno una semifinale a Vienna. La combinazione garantirebbe al tedesco il bottino necessario per completare il sorpasso prima dell’ultimo grande appuntamento parigino.

Molto più semplice, almeno sul piano matematico, è invece lo scenario che conduce al 9 novembre. Se il tedesco non riuscisse a completare la doppietta tra Shanghai e Vienna, il sorpasso potrebbe comunque concretizzarsi una settimana più tardi, al termine del blocco autunnale che comprende anche il Masters 1000 di Parigi.

In questa prospettiva, la semifinale già raggiunta in Cina rappresenta una base importante, perché gli garantisce 400 punti. Il resto del lavoro potrebbe essere completato attraverso risultati meno impegnativi: un quarto di finale a Vienna, che vale 100 punti, oppure un percorso sufficientemente positivo a Parigi.

Ad esempio, gli è sufficiente raggiungere i quarti di finale a Vienna (+100 punti) o superare appena due turni a Parigi-Bercy per superare matematicamente la quota bloccata di Sinner. Il target è quello di raccogliere almeno 510 punti totali nell’intero blocco autunnale (Shanghai + Vienna + Parigi indoor).

Il tennis mondiale si prepara dunque a un cambio al vertice che avrebbe un significato storico per il tedesco e segnerebbe, per Sinner, la fine di una leadership messa alla prova non soltanto dagli avversari, ma anche dall’imprevedibilità del calendario e dagli imprevisti fisici. La consistenza atletica del tedesco, a questo proposito, si è rivelata la carta vincente ancor più di dritto e rovescio.

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