Nuoto

Trials USA in vasca corta, notte da record: tre primati mondiali a Westmont

Giandomenico Tiseo

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Van Mathias / LaPresse

Nella seconda serata dei Trials statunitensi in vasca corta, all’FMC Natatorium di Westmont, in Illinois, il cronometro ha emesso tre verdetti destinati a restare negli annali: due primati del mondo battuti e uno eguagliato. L’appuntamento, valido per le qualificazioni ai Mondiali di Pechino, ha inoltre un valore che va oltre i tempi, perché per la prima volta nella sua storia USA Swimming ha scelto una gara in vasca da 25 metri per selezionare la propria squadra nazionale. Una decisione che nessuno si aspettava avrebbe prodotto risultati così immediati.

Si parte da Van Mathias. L’americano ha chiuso i 100 metri rana in 55.14, firmando il primo record mondiale individuale della carriera e cancellando il 55.28 del bielorusso Ilya Shymanovich, un limite che resisteva dal 2021. Nicolò Martinenghi avrà preso appunti, in vista della rassegna iridata in corta.

Il segnale, a dire il vero, era arrivato già in mattinata: in batteria Mathias aveva nuotato in 55.48, già sufficiente per il nuovo record americano. Quel tempo, più che una conferma, era un indizio di condizione eccezionale, poi onorato dalla finale con un ulteriore, decisivo scatto in avanti.

Altrettanto spettacolare il 50 dorso femminile, dove Katharine Berkoff ha fermato il cronometro a 25.21, migliorando di due centesimi il primato mondiale di 25.23 che Regan Smith aveva stabilito nel 2024. Non è stata una passerella: la finale è stata tiratissima e a rendere preziosa l’impresa è stata la presenza di Claire Curzan, seconda in 25.26, a soli cinque centesimi dal record. Un margine minimo, che racconta bene il livello altissimo della gara. Un messaggio a Sara Curtis, detentrice del primato mondiale in lunga.

Chiusura con la sfida più attesa, quella della velocità pura. Nei 50 stile libero Kate Douglass ha nuotato in 22.75, eguagliando al centesimo il record del mondo. A rendere la scena quasi surreale è il fatto che lo stesso identico tempo era stato siglato appena due settimane prima, a Charlottesville, da Gretchen Walsh, compagna di allenamenti di Douglass alla Virginia University con Curtis. A Westmont le due si sono ritrovate faccia a faccia: ha prevalso Douglass, mentre Walsh si è piazzata seconda (22.99).

Il risultato è un doppio segnale. Da un lato, la crescita di una squadra americana che sa spingersi oltre i propri limiti anche quando il calendario cambia le regole del gioco. Dall’altro, la certezza che la corsa verso Pechino, con questi presupposti, promette ben altre scintille.

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