Nuoto

Thomas Maggiora: “Margini di Sara Curtis neanche immaginabili. Cresciuta nella mentalità, i 100 li sta costruendo”

Giandomenico Tiseo

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Sara Curtis / LaPresse

Sei medaglie agli Europei di Parigi (un oro, due argenti e tre bronzi), con due record del mondo, tra semifinale e finale, nei 50 dorso. Sara Curtis, astro nascente del nuoto azzurro, ha scelto da più di un anno di costruire il proprio futuro Oltreoceano, alla Virginia University, nella squadra dei Cavaliers guidata dal capo allenatore Todd DeSorbo, tecnico di grande esperienza e competenza. I risultati ottenuti nelle competizioni NCAA sono stati assai confortanti. Per fare il punto della situazione, OA Sport ha contattato Thomas Maggiora, il coach che l’ha accompagnata fin qui e che continua a seguirla a distanza.

Come si è evoluto il rapporto con Sara, dopo l’esperienza negli Stati Uniti? Come vi state organizzando?
“Ci sentiamo abitualmente per messaggi. Il lavoro è organizzato in modo che si seguano gli allenamenti di Todd, anche quando lei torna qui in Italia. Principalmente mi informa di quello che fa e io le chiedo, perché sono curioso, ma la linea guida è quella dei suoi allenamenti americani. Quando torna in Italia continuiamo a seguire quelli, quindi l’organizzazione riguarda più che altro i periodi in cui è qui. Tranquillissimo, c’è una buona collaborazione da parte di tutti. Molto, direi“.

Non ci sono stati problemi o contrasti?
“Nessun tipo di problema, né con Todd né con Sara, anzi. Un’ottima collaborazione e un ottimo scambio sotto tutti i punti di vista“.

L’ha trovata cresciuta, più matura rispetto a quando l’allenava sempre in Italia?
“Sì, l’ho trovata cresciuta, perché è cresciuta sia di età sia di mentalità sia di livello. Ha affrontato un’esperienza importante, completamente da sola dall’altra parte del mondo, e inevitabilmente questo ti fa crescere. Poi il confronto con realtà di altissimo livello l’ha fatta maturare”.

Sara spazia tra diverse distanze della velocità, dallo stile libero al dorso, e nei 100 dorso agli Europei di Parigi ha mostrato qualcosa di speciale. Sarebbe più giusto specializzarsi nel dorso o portare avanti entrambe le specialità?
“Secondo me è ancora importante portarle avanti tutte e due, sia il dorso sia lo stile libero, sia i 50 sia i 100. Lei non ha ancora fatto un allenamento specializzato per i 100 dorso. A questo livello, secondo me, non bisogna solo cercare la specializzazione dell’atleta, perché lei ha la fortuna di essere molto competitiva in entrambe le specialità. Certo, bisogna anche guardare le avversarie: in questo periodo storico ci sarebbe più margine per prendersi soddisfazioni nel dorso che nello stile libero. Però deve continuare con tutti e due, perché è giovanissima“.

Quindi i margini di crescita sono ancora molti?
“Neanche immaginabili, a mio modesto parere“.

Quali sono i prossimi appuntamenti? Ci saranno i Mondiali in vasca corta di Pechino a inizio dicembre e poi quelli in vasca lunga della prossima stagione. Saranno questi i punti di riferimento?
“Sicuramente sono gli appuntamenti più importanti. Per quanto riguarda lei e il percorso che ha scelto, un altro appuntamento molto importante sono i Campionati Universitari, che si svolgeranno, se non sbaglio, verso fine febbraio o inizio marzo. È chiaro che gli appuntamenti internazionali sono quelli più importanti“.

Dal punto di vista tecnico, in cosa deve migliorare di più?
“Margini di miglioramento ne ha ancora in tutto, per fortuna. Sta facendo un passo alla volta e migliora tutto, un po’ da tutte le parti. Sicuramente ci sono ancora margini di costruzione sui 100 metri, sia nello stile libero sia nel dorso“.

Lei sostiene che nello stile libero ci sia più densità che nel dorso. Allenarsi negli Stati Uniti con atlete di grandissimo livello può aiutarla a crescere anche nello stile libero?
“Assolutamente. Il confronto con le campionesse può essere utile, e lo è: il confronto quotidiano. Fortunatamente lei ha scelto il club più forte del mondo a livello femminile nella velocità, anche per questo. È chiaro che con Douglass e Walsh, che fanno queste cose in vasca lunga, lo stile libero è bello tosto. Non che nel dorso non ci siano avversarie, per carità, ci sono anche lì e sono tutte forti. Però è chiaro che lo stile libero è molto, molto denso adesso a livello femminile: ci sono cinque o sei ragazze che hanno iniziato, e continueranno, a rivoluzionare il mondo della velocità femminile“.

Agli Europei abbiamo visto una finale dei 100 stile libero maschile stellare, con i primi tre sotto i 47 secondi. La sorprende questa evoluzione?
“Non mi sorprende, perché il nuoto evolve. Stanno cambiando molto anche i metodi di allenamento, molto più improntati sulla qualità e sulla velocità, e l’inserimento dei 50 metri nei vari stili alle Olimpiadi ha sicuramente dato uno scossone anche alla velocità degli altri stili. Non mi sorprende perché si sta cambiando tanto il modo di allenare. Certo, vanno tutti molto forte e bisogna stare al passo“.

I 100, di qualunque stile, si stanno trasformando in una gara di velocità pura, con un passaggio molto veloce e poi la ricerca di mantenere uno standard?
“Non è una sensazione sbagliata, ma non saranno mai una gara di velocità pura, perché sono sforzi attorno ai 47 secondi, o ai 51 per le donne. È cambiato però il modo di affrontarle: quasi tutti cercano il passaggio più veloce possibile e poi vince chi muore più tardi“.

Infine, qual è l’obiettivo di Sara per i Mondiali, sia a Pechino sia in vasca lunga?
“Gli obiettivi di Sara non li dico, anche per scaramanzia. È solo scaramanzia, e di conseguenza non mi sbottono su questo. Sicuramente ha grandi obiettivi. Diciamo che ha grandi ambizioni, mettiamola in questi termini. È una ragazza giustamente ambiziosa“.

Nessun annuncio, dunque, da parte di Maggiora, che preferisce lasciare spazio alla scaramanzia. Come si suol dire, a parlare sarà il cronometro.

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