Ciclismo
Tadej Pogacar svela: “Ho rotto altre due vertebre, felice di essere vivo”. L’aneddoto: “Ho sudato in gelateria…”
Tadej Pogacar ha svelato un retroscena sull’infortunio occorsogli in seguito a una caduta avvenuta all’ultima Vuelta di Spagna, quando indossava la maglia roja ed era in totale controllo della situazione, pronto per firmare la doppietta dopo aver conquistato il quinto Tour de France in carriera. In un’intervista concessa a The Athletic, infatti, il fuoriclasse sloveno ha confessato di essersi sottoposto a una TAC aggiuntiva un paio di settimane fa in Slovenia e di avere scoperto un’ulteriore criticità fisica oltre alla nota frattura scomposta della clavicola sinistra che aveva portato all’intervento chirurgico.
L’alfiere della UAE Emirates è entrato nel dettaglio: “Sapevo di avere avuto una frattura alla vertebra C7, ma poi abbiamo scoperto che avevo rotto altre due vertebre: la T1 e la T2. A quel punto ero felice di non aver corso gli Europei, che all’inizio erano il mio obiettivo. Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, ero semplicemente felice di essere vivo e di poter stare in piedi. Adesso però sto bene, non ho più niente di cui preoccuparmi. Devo solo stare attento a non cadere ancora di nuovo in bici e sollevare cose pesanti con il braccio sinistro, o sforzare troppo il collo. In realtà adesso posso riportare tutto alla normalità“.
Tadej Pogacar si è soffermato anche sul periodo difficile a livello mentale: “Non sono stato una compagnia piacevole. Non credo che a Urska (la sua compagna, n.d.r.) piacesse che ciondolassi in giro per casa tutto il giorno. Ero semplicemente depresso. Non sentivo proprio nulla. Quando sono riuscito a tornare sui rulli dentro casa e ad andare dal fisioterapista ogni giorno ho iniziato a sentirmi meglio, anche mentalmente. Ma era una battaglia quotidiana“.
Il 28enne ha raccontato un aneddoto su un momento molto particolare: “Il giorno dopo essere tornato a casa ho detto: ‘Andiamo in una gelateria a dieci minuti da casa’. Quella è una delle migliori gelaterie della zona. Ricordo quanto è stato difficile. Siamo andati in gelateria e ho iniziato a sudare. Mi avevano detto di non sudare troppo con i miei punti. Sono andato un po’ nel panico e ho iniziato a sudare ancora di più. Mi sono dovuto sedere perché ero esausto. Stavo passando davvero un brutto momento. Ho finito il mio gelato e al ritorno ho quasi dovuto correre a casa perché mi sentivo a disagio fuori. Volevo solo essere a casa il prima possibile“.