Sci di fondo
Sport Invernali, ultima frontiera. Gare di skiroll valide per la Coppa del Mondo di sci fondo? Una proposta pazzesca partita dall’Italia
Pensavamo di averle viste e sentite tutte nell’ormai vilipeso ambiente dello sci di fondo. Invece, all’alba del 2027, tocca registrare una proposta talmente assurda da non sembrare vera. Quella di istituire gare di skiroll valide per la Coppa del Mondo di sci di fondo! È peraltro rimarchevole dover constare come tale grottesca ipotesi sia partita proprio dall’Italia, scatenando reazioni negative in latitudini molto più settentrionali.
Andiamo con ordine. A inizio ottobre, in sede di Congresso Autunnale Fis, la Federazione Italiana Sport Invernali ha esposto l’idea di inserire una “tappa estiva” nella Coppa del Mondo di sci di fondo, da disputarsi proprio a ottobre, motivandola con le ragioni di adattarsi al cambiamento climatico, di abbattere i costi e di aumentare la sostenibilità dell’evento, che potrebbe avere luogo senza dover produrre neve o utilizzare scioline, dunque prodotti chimici. La Federazione Internazionale ha ascoltato e si è detta possibilista in vista del futuro.
Apriti cielo. Dalla Svezia sono arrivate durissime reazioni, tutte del tenore “Disputare gare di Coppa del Mondo a ottobre su skiroll per anticipare l’inizio della stagione? Ma stiamo scherzando?”. William Poromaa ha sintetizzato tutto al meglio: “Gli skiroll non sono sci di fondo, sono due sport molto diversi”. Gli hanno fatto eco tanti connazionali, compreso Edvin Anger, che ha apertamente parlato di “boicottaggio” delle gare, se dovessero essere veramente create, aggiungendo che inserire una tappa di skiroll nella Coppa del Mondo di sci di fondo sarebbe “follia”.
Bisogna essere intellettualmente onesti. Gli svedesi hanno ragione e la proposta italiana è, quantomeno, discutibile. Il gesto biomeccanico dello skiroll non è quello dello sci di fondo. Può essere affine, ma la tecnica è differente. Non si può neppure fare il paragone con il pattinaggio a rotelle, le discipline hanno caratteristiche differenti. È risaputo che determinati atleti possono essere molto più competitivi sugli skiroll di quanto non lo siano sugli sci da fondo; e viceversa. Proprio perché si parla di due contesti diversi.
Far scorrere uno sci, tramite tutta la sua superficie, non è come far scorrere una piattaforma sostenuta da un paio di ruote! Cambia tutto, dal punto di vista della sensibilità. Cambiano, ovviamente, anche gli angoli delle articolazioni che possono o non possono essere utilizzati dal punto di vista fisico. Saranno parenti, i due sport, ma non sono certo fratelli. Al massimo cugini. Peraltro, non bisogna dimenticare come l’idea di ampliare i calendari fatichi a decollare in altri ambiti.
Per esempio, nel salto con gli sci si sono già fatti esperimenti di “gare ibride” con binari ghiacciati e atterraggio su plastica. Esperimenti che continuano, ma restano un autentico “piano d’emergenza”. Si parla, peraltro, di uno sport dove il gesto tecnico non cambia tra estate e inverno. Eppure, questo fronte non viene aperto con decisione, proprio perché si sa di dover combattere una battaglia di retroguardia.
Per fare sci di fondo serve la neve. Altrimenti non è sci di fondo. Non c’è la neve? Non c’è lo sci di fondo. Punto. Non si scappa. Gli sport invernali si chiamano così perché si disputano d’inverno, con le caratteristiche dell’inverno. È una tautologia! Il concetto di abbattere i costi, di venire incontro alla sostenibilità eccetera eccetera eccetera può invece essere riassunto con una parola: greenwashing.
Vedremo come evolverà la situazione. Nel frattempo non si può far altro che prenderne atto e sottolineare quanto sia assurda. Poi, non sta a chi riporta le notizie ed eventualmente prende una posizione, decidere. Questo spetta a chi dirige lo sci di fondo, che però dovrà rendere conto al fruitore del prodotto, ossia lo spettatore, in questo caso coincidente con il lettore. Se l’idea dovesse diventare realtà, sarà il pubblico a emettere la sentenza in merito.