Short Track
Short track, inizia un nuovo quadriennio olimpico per l’Italia. Sighel ai box, Arianna Fontana riflette
Il ghiaccio non si ferma mai, nemmeno quando i suoi protagonisti scelgono di rallentare. Lo short track azzurro riparte da Vancouver con due caselle vuote e un’eredità pesantissima da raccogliere: quella di Arianna Fontana e Pietro Sighel, i due volti che hanno illuminato l’ultimo ciclo a cinque cerchi e che, almeno per ora, non saranno ai blocchi di partenza.
Sette mesi dopo i Mondiali di Montreal, che avevano chiuso ufficialmente la stagione olimpica di Milano Cortina, il nuovo quadriennio prende il via con la prima tappa, sulle sette previste, del World Tour 2026-2027. L’appuntamento canadese, in programma da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, segna per l’Italia l’inizio di una fase di transizione, con lo sguardo già rivolto alle Alpi Francesi 2030.
Le assenze liberano spazio per volti nuovi. Fontana non ha ancora sciolto le riserve sul proprio futuro agonistico, mentre Sighel ha scelto di vivere una stagione meno intensa rispetto alle precedenti. Due defezioni pesanti, che chiamano in causa la profondità del movimento azzurro.
Sono dieci gli atleti iscritti alla tappa canadese. Nel settore femminile ci saranno Chiara Betti, Margherita Betti, Elisa Confortola e Gloria Ioriatti; in quello maschile Mattia Antonioli, Pietro Marinelli, Thomas Nadalini, Davide Oss Chemper, Lorenzo Previtali e Luca Spechenhauser. Designate inoltre quattro riserve: Lucrezia Casagrande, Katia Filippi, Viola Simonini e Daniele Zampedri.
A spiegare le ragioni della sua scelta è stato lo stesso Pietro, attraverso un messaggio su Instagram. “Sto bene, ma dopo 8 anni intensi e due Olimpiadi alle spalle pensavo fosse il momento giusto per mollare il piede dall’acceleratore, tirare il fiato e caricarsi a dovere per il prossimo quadriennio”, ha scritto il trentino, che salterà le prime due tappe di World Tour in Canada. Il rientro è previsto a stagione in corso, “appena ritroverò un po’ di forma adeguata“. Sighel ha parlato di un’annata “di passaggio, senza specifici obiettivi da inseguire”, il cui scopo sarà ritrovare il ritmo delle competizioni e il piacere di gareggiare, non prima di aver mandato un “in bocca al lupo ai ragazzi“.
Più sfumata, ma altrettanto aperta, la posizione di Arianna. La campionessa valtellinese, protagonista della cerimonia dei Collari d’Oro al Coni, non ha alcuna fretta di decidere se i Giochi di casa siano stati davvero l’ultimo capitolo della sua storia olimpica. “Non lo so se è stata l’ultima, se così fosse sarebbe un cerchio bellissimo che si chiude, ma vediamo se avrò ancora energie“, ha dichiarato ai giornalisti. A 36 anni, il riferimento alle energie riguarda non solo la tenuta fisica, ma anche le risorse mentali e nervose necessarie per affrontare un altro quadriennio di preparazione. La settima Olimpiade della carriera resta dunque un’ipotesi, che dipenderà da come vivrà i prossimi mesi e da ciò che sentirà di poter ancora dare a questo sport.
A Milano Cortina 2026 Fontana ha portato a 14 il bottino di medaglie ai Giochi, grazie all’oro nella staffetta mista e all’argento nei 500 metri. Ha così consolidato il primato di atleta italiana più medagliata nella storia olimpica, superando il record che apparteneva dal 1960 allo schermidore Edoardo Mangiarotti. Per il momento si sta concedendo il tempo necessario per metabolizzare emozioni e fatica, con la volontà di dedicarsi anche alla promozione dello sport tra i più giovani.
L’appuntamento clou della stagione sarà rappresentato dai Mondiali di Seul, in programma a casa dei maestri sudcoreani dal 12 al 14 marzo 2027. Fino ad allora, con i due big ai box o in attesa di decidere, toccherà ai nuovi interpreti raccogliere il testimone e dare le prime risposte di un ciclo ancora tutto da scrivere.