Coppa del Mondo
Sci alpino, a Soelden i migliori sono Zenere e Vinatzer. Rimpianti, attese, ma anche segnali positivi
Si è alzato il sipario sulla Coppa del Mondo di sci alpino 2026-2027. Nel classico appuntamento di inizio stagione in quel di Soelden, l’Italia non è riuscita come era prevedibile a conquistare un podio, ma comunque qualche buona indicazione per squadra azzurra dal ghiacciaio del Rettenbach è comunque arrivata.
Partendo dalla gara femminile di sabato, sicuramente ottima prova di Asja Zenere, che ha concluso al quinto posto non lontana dal podio, centrando comunque il miglior risultato della carriera in gigante. La veneta può anche recriminare per un errore sul muro, perchè senza di quello la rimonta nella seconda manche sarebbe stata ancora più corposa e probabilmente sarebbe davvero salita sul podio. Un risultato comunque decisamente positivo per Zenere, che si porta dietro fiducia e consapevolezza per le prossime gare, per un’atleta che ha tutto per confermarsi con costanza in Top-10 e qualche volta trovare anche l’exploit.
Lara Della Mea è stata un po’ frenata da qualche acciacco fisico, ma la nativa di Tarvisio deve assolutamente ricominciare dalla buona seconda manche di Soelden, anche se ovviamente il diciottesimo posto finale non può soddisfarla. Brava Alice Pazzaglia a conquistare qualche punticino importante per lei, mentre ci vorrà pazienza per altre sue connazionali: Laura Pirovano deve fare più passaggi in questa specialità, Marta Bassino era ferma da un anno e ci sarà bisogno di aspettarla per ritrovare gli automatismi e i ritmi della gara, mentre Anna Trocker era alla sua prima in quel di Soelden ma è giovanissima e ha tutto il tempo dalla sua.
Passando, invece, alla domenica, il migliore tra gli azzurri è stato Alex Vinatzer, protagonista anche lui di una bella rimonta nella seconda manche, che lo ha portato a concludere alla fine al settimo posto. Troppo guardingo nella prima manche, più coraggioso nella seconda Vinatzer, che comunque in gigante ha sicuramente più stabilità e costanza rispetto allo slalom, dove si cimenterà nelle prossime settimane di novembre. Per il podio in gigante, però, serve fare un ulteriore step, perchè la concorrenza è tanta, ma soprattutto ci sono due o tre che hanno un livello di eccellenza davvero assoluta.
Tanti rimpianti per Giovanni Borsotti, che avrebbe potuto ottenere il miglior risultato della carriera dopo l’ottavo posto di una splendida prima manche, ma la sua seconda prova è durata poche porte, scivolando via sul tracciato. Un grosso peccato per lui e anche per Giovanni Franzoni, che ha mancato la possibilità di fare punti, uscendo nella seconda manche dopo essere stato tradito da un dosso. Il bresciano ha comunque mostrato di poter esserci in gigante, facendo segnare anche il miglior crono nell’ultimo intermedio nella prima manche, anche meglio dei fenomeni Pinheiro Braathen ed Odermatt.