Scherma
Scherma, le fiorettiste regalano subito uno show all’esordio. Ottima la spada femminile, male tutta la sciabola
Il primo fine settimana della Coppa del Mondo di scherma regala grandi soddisfazioni all’Italia, con protagonisti soprattutto il fioretto femminile e la spada femminile. Il poker individuale delle fiorettiste a Takamatsu e gli ottimi risultati a Casablanca confermano la competitività e la profondità del gruppo azzurro. Bene anche il fioretto maschile, capace di conquistare un bronzo a squadre, mentre la spada maschile alterna l’argento individuale di Matteo Galassi alla delusione della prova collettiva. Decisamente più complicato, invece, l’esordio della sciabola, senza medaglie e con entrambe le squadre eliminate agli ottavi.
Un inizio di stagione da incorniciare per le fiorettiste azzurre, capaci di monopolizzare il podio individuale a Takamatsu: vince Martina Favaretto, secondo posto per Martina Batini e terzo per Arianna Errigo e Alice Volpi. Un risultato storico, già riuscito alle azzurre a Tbilisi nell’aprile 2024. La festa prosegue nella gara a squadre, con Favaretto, Errigo, Batini e Anna Cristino che conquistano l’oro battendo il Canada. Per il Dream Team è l’ottava vittoria internazionale consecutiva, a conferma di una superiorità che continua a non conoscere pause.
Meno brillante la prova individuale dei fiorettisti azzurri, che chiudono lontani dal podio: i migliori sono Tommaso Martini e Giulio Lombardi entrambi fermati agli ottavi. Nella gara a squadre arriva però arriva un parziale riscatto, con il terzo posto del quartetto composto da Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Tommaso Martini. L’Italia ha perso in semifinale contro il Giappone dopo una sfida combattuta (successo finale per la Russia), ma ha poi superato il sempre ostico Hong Kong nella finalina per il gradino più basso del podio.
La spada femminile è tra le grandi protagoniste della tappa di Casablanca. Roberta Marzani conquista la prima vittoria individuale in Coppa del Mondo della carriera, superando in una finale combattutissima l’ucraina Anna Maksymenko all’ultima stoccata, che già le aveva sorriso nella semifinale tutta italiana contro Alberta Santuccio. La soddisfazione per questo ottimo esordio prosegue nella gara a squadre, con un quartetto decisamente sperimentale (Alberta Santuccio, Gaia Caforio, Lucrezia Paulis e Gaia Traditi), ma capace di arrivare fino all’ultimo atto e perdere solo al minuto supplementare contro la Russia, anche senza Santuccio, tenuta precauzionalmente a riposo per un problema fisico.
In campo maschile a salvarsi è Matteo Galassi, che torna a casa da Casablanca con un bel secondo posto e dopo una gara di alto livello, centrando quello che è il quinto podio individuale in carriera. La prova a squadre riserva invece una delusione, visto che l’Italia schierava il quartetto composto da Simone Mencarelli, Galassi, Davide Di Veroli e Andrea Santarelli, campione d’Europa in carica, ma che ha sbattuto contro i Paesi Bassi agli ottavi, terminando poi undicesimo.
È la sciabola ancora una volta a registrare il bilancio negativo del fine settimana della scherma italiana. Ad Orano va male quasi tutto, partendo dalle prove individuali: al maschile Cosimo Bertini e Dario Cavaliere, almeno raggiungono gli ottavi, mentre tra le donne neanche un’azzurra riesce a spingersi oltre i sedicesimi. Anche le gare a squadre si concludono malamente per l’Italia: azzurre none e azzurri tredicesimi. Decisamente un avvio negativo e dal quale serve subito rialzarsi.