Tennis
Casper Ruud: “Quello che ha fatto Jodar è davvero impressionante”
Il norvegese Casper Ruud approfitta del ritiro di Felix Auger-Aliassime e stacca il pass per i quarti di finale del torneo ATP di Shanghai, penultimo Masters 1000 della stagione. Nel prossimo turno il giocatore scandinavo sfiderà lo spagnolo Rafael Jodar, grande rivelazione della stagione. In conferenza stampa Ruud si è soffermato sull’infortunio del canadese e ha parlato del prossimo incrocio con il giovane iberico.
Sull’infortunio di Aliassime: “Onestamente, non c’è molto da dire. È stato davvero sfortunato. Era a rete quando è accaduto l’episodio e, anche se non ho visto la dinamica al cento per cento perché ero concentrato sulla palla, mi è sembrato che avesse perso leggermente l’equilibrio, facendo un passo sbagliato. Da quel momento, ho avuto l’impressione che provasse molto dolore, ed è davvero un peccato. Mi dispiace molto per lui, perché era una partita importante per entrambi. So che tipo di giocatore è e che persona sia: è un ragazzo molto simpatico, quindi non augureresti mai una cosa del genere a nessuno. Spero che possa recuperare in fretta”.
Sull’inedito confronto con Jodar: “Siamo entrambi nella stessa situazione: io non l’ho ancora affrontato e lui non ha ancora affrontato me, quindi non sappiamo davvero cosa aspettarci. Ma faremo entrambi del nostro meglio per vincere. Sono sicuro che, se giocheremo bene tutti e due, sarà una bella partita. Siamo stati compagni di squadra in Laver Cup e ci siamo allenati insieme” , ha spiegato Ruud. “È un ragazzo molto simpatico, uno dei più giovani del circuito. Seguire dall’esterno la stagione che ha disputato è stato incredibile e adesso ho l’opportunità di affrontarlo, quindi sono contento” .
Sul percorso di crescita del suo avversario: “Quello che ha fatto Rafa è davvero impressionante. Credo che lui e suo padre abbiano una mentalità incredibile. Penso che la scelta di andare al college per un anno gli abbia insegnato molto sul piano delle partite e della gestione della pressione, affrontando tanti incontri e giocando per una squadra e per la propria università. Credo sia stata una scelta intelligente da parte loro, perché gli ha permesso di acquisire molta esperienza. Dopo quell’anno si è ritrovato già tra i primi 20, se non addirittura tra i primi 15 al mondo, riuscendo a battere anche molti dei migliori giocatori”.