Ciclismo

Remco Evenepoel analizza il suo 2026 e trae spunti: “Alti e bassi, l’anno prossimo avrò una programmazione diversa”

Giandomenico Tiseo

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Remco Evenepoel / LaPresse

Chiude da padrone, Remco Evenepoel. Alla Cronometro delle Nazioni 2026 il belga della Red Bull-BORA-hansgrohe ha dominato i 45,3 chilometri di Les Herbiers, in Francia, fermando il cronometro in 49’53″68 e mettendo il sigillo su una stagione che lo ha visto protagonista, nel bene e nel male. L’australiano Jay Vine, secondo, ha pagato 2’11” e è stato addirittura raggiunto e superato lungo il percorso. Terzo lo svizzero Stefan Küng a 2’27”, quarto il francese Maxime Decomble a 2’33”. Tra gli italiani, nono posto per Luca Giami, capace di entrare nella top 10.

Per il campione del mondo è il quattordicesimo successo stagionale, che si somma al quarto titolo iridato a cronometro conquistato quest’anno. Un ritmo elevatissimo e una gestione impeccabile dello sforzo hanno trasformato la prova in un monologo, a conferma di una superiorità nelle prove contro il tempo che oggi non ha rivali.

Ora, però, è il momento dei bilanci. In un’intervista a HLN, Evenepoel ha ripercorso la sua prima annata con la maglia del team tedesco: “È stata una stagione lunga, ma nel complesso positiva. Ci sono stati alti e bassi, ma fortunatamente gli aspetti positivi hanno prevalso su quelli negativi“.

Nel conto dei successi pesano l’Amstel Gold Race e un ottimo Tour de France; su quello delle delusioni, i Mondiali, Il Lombardia e il Giro delle Fiandre. “La prova in linea dei Mondiali e Il Lombardia non sono andati bene“, ha ammesso. “Ne discuteremo sicuramente all’interno della squadra“.

Il capitolo più amaro porta proprio alle Fiandre. “Il momento più doloroso, sia per le gambe che per il cuore, è stato il finale del Giro delle Fiandre, quando non sono riuscito a colmare quel divario di cinque secondi da Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel“, ha raccontato. Più indietro nel tempo, ma altrettanto problematica, la fase di inizio stagione: “Inoltre, la mia peggiore condizione fisica l’ho avvertita durante l’UAE Tour, non ero affatto in forma. È un aspetto che dobbiamo ancora valutare insieme“.

Lo sguardo è già rivolto al 2027, con un calendario che cambierà fin dall’esordio. Quest’anno Evenepoel era partito a gennaio con la Challenge Mallorca, centrando subito le prime vittorie con la nuova squadra. Nel prossimo la musica sarà diversa: “Non inizierò a gareggiare così presto come ho fatto quest’anno. Essendo un nuovo arrivato in squadra, era in parte comprensibile: volevo dimostrare il mio valore, integrarmi al meglio nel gruppo e iniziare subito a vincere. L’anno prossimo le cose andranno diversamente“.

Oltre a uno slittamento in avanti del programma, si profila anche un numero inferiore di giorni di corsa, per consentire periodi di preparazione più mirati. È una strategia che nel 2026 ha già dato frutti al Tour de France, al quale il belga si è presentato dopo oltre due mesi di stop dalle classiche. “Abbiamo anche capito che, per puntare ai miei obiettivi principali, ho bisogno di periodi di preparazione molto solidi”, ha spiegato. “Pianificheremo questi aspetti in modo ancora più mirato, evitando di passare freneticamente da una corsa all’altra, come è accaduto in alcune occasioni nel 2026“, ha concluso.

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