Tuffi
Raffaele Pelligra: “Con Conte vogliamo ancora di più. La paura per un nuovo tuffo va trasformata in adrenalina”
Raffaele Pelligra è stato ospite di Talent Zone, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato del secondo posto agli Europei di Parigi in coppia con Simone Conte nella piattaforma da 10 metri, dell’avvicinamento ai tuffi e dei programmi per il futuro.
L’azzurro ama tenere sotto controllo l’andamento della gara: “Io invece mi muovo in maniera un po’ diversa rispetto a Simone. Preferisco guardare gli schermi, la classifica, capire più o meno come ci stiamo muovendo. Quindi ero sempre aggiornato sulla situazione, ero cosciente del fatto che ce la potevamo fare e che effettivamente ce la stavamo facendo, quindi era abbastanza presente. Preferisco essere consapevole che aspettare fino all’ultimo tuffo personalmente“.
Si alza l’asticella con la nuova stagione: “Ci siamo abbastanza ripresi, coscienti di quello che abbiamo fatto e stiamo puntando ovviamente più in alto, andando avanti per vedere che cosa riusciamo a fare, come diceva Simone, in quest’anno che arriva, quindi cerchiamo di fare sempre di più“.
Gli inizi in coppia con Simone Conte: “Devo ammettere che è un attimo difficile adesso da rivedere, nel senso che con Simone, come diceva lui, siamo amici dall’infanzia proprio, e non ci sono mai stati attriti tra di noi e soprattutto c’è sempre stato un bellissimo feeling, ci siamo sempre trovati come persone, ma anche come sportivi, quindi in questo momento qualche aneddoto diventa un po’ difficile da trovare, però sicuramente abbiamo un carattere abbastanza simile, il quale ci ha sicuramente unito molto e ci aiuta anche in quello che facciamo insieme“.
L’avvicinamento al mondo dei tuffi grazie alla sorella: “Io vengo da una famiglia molto numerosa, noi in casa siamo in sei, infatti io sono l’unico maschio tra tre sorelle, e ricordo che la seconda sorella che ho, Arianna, si era appassionata ai tuffi quando era un po’ più piccola, e per comodità da parte di tutta la famiglia, siamo andati a ruota anch’io e mia sorella più piccola, Desirée, e quindi devo dire che ho trovato subito un bellissimo ambiente, mi ci sono trovato subito, mi piaceva molto quello che trasmetteva, le emozioni che trasmettevano i tuffi, e quindi poi ne ho fatto, tra virgolette, la mia vita“.
La vittoria ai Mondiali Giovanili nel 2024: “Mi ricordo che era una gara testa a testa lì a Rio e infatti nel podio eravamo tutti abbastanza vicini, quindi è stata una gioia immensa, è stato veramente bello. Mi ricordo che non c’era il mio allenatore, Michele, ma c’era l’allenatore di Simone che ci guardava entrambi, Nicola, e mi ricordo che siamo scoppiati con lui, insieme anche ai nostri amici, è stata proprio un’esperienza bellissima, che sono sicuro ci abbia legato ancora di più rispetto a prima”.
L’atleta azzurro racconta come si vive la pressione dei tuffi sincro: “Principalmente è anche un fattore di responsabilità reciproca. A volte puoi non fare bene qualcosa e, quando esci dall’acqua, senti di non avere fatto un tuffo perfetto e senti il peso per aver dato di meno a livello di coppia”.
Pelligra svela poi come ama passare il tempo tra un tuffo e l’altro: “Dipende dalla lunghezza della gara. Se la finale è veloce guardo anche un po’ lo schermo altrimenti mi distraggo al telefono facendo un po’ di sudoku. Rimanendo troppo tempo concentrato sulla gara si rischia di stancarsi a livello mentale”.
Ultima battuta su come il duo azzurro affronta un nuovo tuffo: “A livello personale ci sono due tipi di scenario. Se sto provando qualcosa a livello individuale c’è un pizzico di paura che va trasformata in adrenalina per fare ancora meglio. A livello sincro, invece, quando per esempio provavamo il quadruplo e mezzo in avanti, un tuffo molto tecnico, lo abbiamo tentato tantissime volte perchè non riusciva. Quindi si lavora insieme per arrivare alla perfezione”.