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Rafael Nadal sulla sfinente carriera: “Ogni anno poteva essere l’ultimo nel circuito. La sofferenza mi ha spinto a dare il massimo”

Mattia Fierro

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Rafael Nadal / La Presse

Sono ormai passati oltre due anni dall’ultimo match ufficiale giocato da Rafael Nadal. Il fuoriclasse spagnolo ha dato il suo addio al tennis nella Coppa Davis 2024, salutando a Malaga il suo pubblico a cui ha regalato ben 24 slam oltre agli innumerevoli titoli ATP. Rafa, tornato in campo poche settimane fa per celebrare i 15 anni dalla nascita della sua Academy, ha voluto concedere una lunga intervista a The Athletic, dove ha raccontato la sua nuova vita lontano dai campi, ritornando sulle sofferenze fisiche e sui traguardi raggiunti.

Il mancino di Manacor, nonostante la vicinanza del suo ritiro, sembra essersi quasi dimenticato di essere stato un tennista; queste le sue parole in apertura: “Mi sono ritirato solo due anni fa, ma mi sembra già che sia passata un’altra vita da quando ho smesso di giocare a tennis . Quasi mi ero dimenticato di essere un tennista. La vita continua. Tutti quei momenti felici, i momenti difficili, i momenti adrenalinici…”.

Le emozioni che il tennis gli ha regalato: “Mi sento molto fortunato per tutto quello che ho potuto vivere grazie al tennis . Ho sempre sentito un grande sostegno dalla mia famiglia e dal mio team. Riguardando tutte queste foto, si ricordano i momenti vissuti e le persone che erano al mio fianco”. Passando anche per le difficoltà come parte del percorso: “Ho affrontato tutte queste difficoltà per anni, ottenendo successi e vivendo esperienze straordinarie, ma anche attraversando momenti tristi e difficili . Nonostante ciò, ho sempre mantenuto lo stesso spirito e sono rimasto circondato dalla stessa squadra”.

L’importanza di aver avuto qualcuno al suo fianco: “La mia famiglia è sempre stata al mio fianco. Ho mantenuto gli stessi amici fin da quando ero piccolo e non ho mai lasciato il luogo in cui sono nato, Maiorca. Quindi, in un certo senso, ho vissuto molto a livello emotivo e sportivo, ma la mia vita personale non è mai cambiata più di tanto”.

Nadal ha poi raccontato delle difficoltà fisiche lungo la sua carriera e dei continui dubbi sul suo ritiro: “In ogni momento, ero sempre consapevole che questo poteva essere il mio ultimo anno nel circuito. Non direi di aver avuto paura, ma sapevo che questa possibilità esisteva. L’unico aspetto positivo che ho tratto da tutti questi infortuni è che ho potuto godermi e apprezzare ancora di più i momenti belli. Ma ho vissuto tutta la mia carriera tennistica nel dolore . Nella mia vita quotidiana ho sofferto troppo”.

Le incredibili sofferenze patite e come queste lo hanno paradossalmente spinto a dare il meglio: “Probabilmente per via di tutto ciò, quando ho avuto l’opportunità ho dato il massimo. Amavo giocare a tennis. Ma non mi manca più di tanto, perché ho deciso di ritirarmi al momento giusto. Non avevo più nulla da dare. A dire il vero , il mio corpo era a pezzi . Giocavo con troppe limitazioni, quindi ho potuto concludere la mia carriera in pace. Ci sono molte cose più importanti del tennis o dello sport in generale. Ma l’adrenalina e quella sensazione speciale che lo sport ti dà sono difficili da trovare altrove . Ho avuto molta difficoltà a camminare per un mese”.

Concludendo sulla sua vita dopo il tennis: “Mi dedico ad altri progetti e faccio il padre per i miei figli. Lavoro anche nel mondo accademico, con la fondazione e mi occupo di altre attività. Lavoro e viaggio molto di più di quanto mi aspettassi quando sono andato in pensione, e lo dico in senso positivo”.

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