Tennis
Puppo: “Sinner? Nessuno sa quando tornerà. Forse erano partiti con idee diverse, poi non confermate”
Mentre prosegue il Masters 1000 di Shanghai, gli spunti a livello tennistico non mancano tra Zverev che raggiungerà a breve il numero 1 del ranking ATP, Jannik Sinner che prosegue nel suo percorso di rientro, Carlos Alcaraz che esce di scena nel torneo cinese e si lamenta delle palline e un movimento italiano in generale che sta ricevendo un po’ troppe critiche. Di questo e molto altro si è parlato nel corso dell’ultima puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Dario Puppo, conduttore della trasmissione e giornalista di Eurosport, ha iniziato la sua analisi dal cambio al vertice del ranking ATP. “Zverev finirà l’anno da numero 1, ora è arrivata l’ufficialità. Jannik Sinner, invece, rimarrà numero 2. Tutto questo è avvenuto per la sconfitta di Alcaraz che è caduto contro Bergs anche perchè non può certo essere in condizione ottimale in questo momento. A Shanghai è tornato l’Alcaraz ‘lamentoso’ per colpa delle palline, a quanto pare. Ad ogni modo Zverev non sarà certo il giocatore meno forte della storia a raggiungere il numero 1, come stanno dicendo in molti. La sensazione, però, è che sarà una situazione ad interim. Ora come ora, intanto, ha la chance di mettere in cascina altri punti per prolungare la sua leadership e non abdicare subito”.
La sconfitta di Carlos Alcaraz a Shanghai contro Bergs ha fatto notizia anche per un altro aspetto: “Si lamentava del fatto che la pallina rimbalzasse in maniera diversa ogni volta e lo ha confermato anche Bergs dicendo che capitava ogni 20 colpi circa. Una situazione particolare a lato di un match nel quale lo spagnolo non ha brillato come ci saremmo attesi”.
Jannik Sinner, invece, è ancora ai box e il suo rientro è ancora in fase di definizione: “Nessuno sa quando tornerà. Al momento non abbiamo elementi concreti e, di conseguenza, non possiamo fare considerazioni certe. Forse, tra diagnosi e J-Medical, erano partiti con alcune idee che poi non sono state confermate”.
Il movimento italiano, come detto, sta ricevendo parecchie critiche, specialmente dopo le eliminazioni in serie nei primi turni di Shanghai: “Le critiche a Cobolli non hanno alcun senso in un anno in cui ha fatto grandi cose. Non scherziamo, forse chi lo attacca è solo uno che ha scommesso. In campo il tennista romano non ha magari le sicurezze di colpi di altri ma a livello fisico ha fatto un grande salto di qualità. Le critiche al movimento italiano in generale poi sono eccessive. Pensiamo solo al percorso negli Slam dei nostri portacolori. Tra maschile e femminile siamo a 10 tornei Major di fila con almeno un nostro rappresentante in finale. In Australia abbiamo mancato la finale ma Sinner ha fatto semifinale e Musetti quarti, poi Cobolli ha fatto finale a Parigi e Sinner ha vinto a Wimbledon, solo per fare alcuni esempi. I nostri giocatori stanno andando bene, vediamo poi come andrà il ricambio generazionale. A parte Cinà, che non so se avrà punte altissime in futuro, dietro non sembra spuntare un talento certo”.
Ultima battuta sulla questione legata ai coach. Ce n’è uno sulla bocca di tutti: “Ferrero? Secondo me ha rifiutato Cobolli perché, dopo aver allenato Alcaraz, vorrebbe un giocatore che gli potrebbe garantire più vittorie pesanti, soprattutto a livello di Grande Slam”.
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