Ciclismo

Pogacar svela i piani per il 2027 e torna sulla causa della caduta alla Vuelta: “Tante fake news”

Giandomenico Tiseo

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Tadej Pogacar / Lapresse

Il prossimo capitolo della carriera di Tadej Pogačar potrebbe avere tre grandi appuntamenti al centro del programma: Tour de France, Vuelta a España e Campionati del Mondo. Lo sloveno ha già cominciato a lavorare in vista della prossima stagione, dopo aver chiuso anzitempo quella attuale a causa dell’infortunio rimediato alla Vuelta, e si prepara a definire insieme alla UAE Emirates XRG le linee guida del calendario 2027.

Intervenuto ai microfoni dell’emittente slovena RTV SLO durante un evento benefico di golf in patria, il corridore ha spiegato di essere già tornato al lavoro, mentre per molti dei suoi compagni di squadra la stagione non è ancora terminata. “Gran parte della nostra squadra sta ancora concludendo la stagione in corso, ma io ho praticamente già terminato il mio periodo di pausa. Ho iniziato la nuova stagione la scorsa settimana, quindi ora si tratta di riprendere gradualmente il ritmo. La prossima settimana saremo tutti ad Abu Dhabi per impegni con gli sponsor, che includeranno anche una pedalata insieme ai fan locali. Sarà inoltre l’occasione per sederci a tavolino con la dirigenza del team e confrontarci. Avendo già concluso il mio periodo di riposo, potremo discutere concretamente di cosa faremo il prossimo anno“.

Se il programma definitivo dovrà attendere il confronto con la dirigenza della UAE Emirates XRG, le dichiarazioni di Pogačar offrono già un’indicazione precisa sulle ambizioni per il 2027. Il Tour de France resta un punto fermo, ma lo sloveno sembra intenzionato a concedere nuovamente spazio anche alla Vuelta a España, oltre a puntare ai Mondiali.

“Per il prossimo anno, l’obiettivo saranno naturalmente i Mondiali, insieme al Tour e alla Vuelta. Dato che alla Vuelta quest’anno le cose non sono andate esattamente come sperato… Anche se preferirei correre il Giro, prima o poi dovrò togliermi il pensiero della Vuelta. Credo che sarà questo l’obiettivo per il prossimo anno“, ha sottolineato.

La caduta alla Vuelta ha avuto conseguenze che sono andate ben oltre la conclusione anticipata della corsa spagnola. Pogačar ha dovuto rinunciare anche ai Mondiali di Montréal, agli Europei in Slovenia e a Il Lombardia, perdendo così la possibilità di chiudere l’annata con altri appuntamenti importanti.

La mancata partecipazione alla rassegna continentale, in particolare, aveva alimentato le discussioni sulle possibilità di recupero in tempo per correre sulle strade di casa. Le parole del fuoriclasse sloveno restituiscono però un quadro chiaro delle difficoltà incontrate dopo l’incidente e della necessità di non forzare il rientro.

“L’infortunio è stato piuttosto grave. C’è voluto un bel po’ prima che potessi tornare in sella: cinque settimane. Una volta che la spalla si è stabilizzata e gli strascichi, come le vertigini, sono svaniti, sono riuscito a rimettermi in carreggiata; siamo persino andati in vacanza. Ho iniziato ad allenarmi sui rulli e a fare fisioterapia, sperando di poter partecipare ai Campionati Europei: questo ha dato una spinta in più al mio recupero. Tuttavia, a meno di due settimane dall’evento, ho capito che non aveva senso gareggiare. Se fossi caduto di nuovo, le conseguenze avrebbero potuto essere molto serie; semplicemente non valeva la pena correre il rischio“, le sue parole.

Nel corso dell’intervista, lo sloveno è tornato anche sulla dinamica dell’incidente alla Vuelta, chiudendo con parole nette le speculazioni circolate in seguito alla caduta. “Si trattava di una grossa pietra; tutto il resto sono state tante fake news“.

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