Ciclismo

Paul Seixas incredulo: “Non realizzo quello che è successo, sono riuscito a fare la differenza quando volevo”

Mattia Fierro

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Paul Seixas / La Presse

La centoventesima edizione del Giro di Lombardia porta la firma di Paul Seixas. Il talento francese, dopo un Mondiale non da protagonista, si è preso tutta la scena nella “Classica delle foglie morte”, attaccando sul Civiglio e sgretolando pian piano tutta la concorrenza. Il classe 2006 della Decathlon CMA CGM conquista così la sua prima Monumento e diventa il corridore più giovane a vincere il Lombardia (20 anni e 16 giorni).

Il transalpino ha preso in mano la situazione sul Civiglio, imprimendo un’andatura devastante che ha costretto tutti gli avversari ad abbandonare la sua ruota. L’ultimo è stato Giulio Ciccone che ha provato inizialmente a seguire Seixas prima di arrendersi come gli altri big. Nel finale l’abruzzese ha subito l’attacco di Enric Mas, secondo all’arrivo, riuscendo comunque a chiudere sul podio in terza posizione.

Per il nativo di Lione si tratta inoltre dell’ottava vittoria in carriera, la prima di un francese otto anni dopo Thibaut Pinot. Ai microfoni ufficiali del Lombardia, Seixas ha manifestato tutte le sue emozioni: “Non posso realizzare quello che è successo, è andato tutto alla perfezione. Il team ha fatto un lavoro fantastico, tutti hanno dato più di quello che potevano. Avevo gambe super. Sono riusciti a fare la differenza nel momento in cui volevo, forse anche un po’ prima”.

Il momento decisivo: “Il ritmo non era abbastanza alto all’inizio della salita. Non potevo fare la differenza e per questo ho dovuto accelerare prima, forse troppo presto. Ho dovuto gestire il mio sforzo e poi ho fatto il massimo”. Le sensazioni nel finale: “Sapevo di avere 30-40 secondi ma non ho pensato alla vittoria prima dell’ultima salita. Non dovevo fare errori in discesa, non riesco ancora a realizzare. Sembra un sogno, è pazzesco”.

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