Ciclismo
Pagelle Giro di Lombardia 2026: Seixas è il rivale di Pogacar; Evenepoel si allontana dal n.1, quale dimensione per Pellizzari?
PAGELLE GIRO DI LOMBARDIA 2026
Paul Seixas, 10: che si sia di fronte ad un fenomeno generazionale è ormai lampante. Ha stroncato gli avversari con una progressione indiavolata sul Civiglio. Apparentemente non ha punti deboli: vola in salita, discesa ed anche a cronometro (come testimonia il bronzo ai Mondiali). La Francia ha trovato il nuovo Bernard Hinault dopo quattro decenni di attesa. A soli 20 anni ha già vinto Freccia Vallone, Giro di Lombardia (il più giovane di sempre a riuscirci) ed è arrivato 4° al Tour de France! Ci sbilanciamo: già oggi è il n.2 al mondo in pectore. Il transalpino promette di diventare il vero antagonista di Tadej Pogacar: forse non sarà ancora al livello dello sloveno, ma di sicuro non è poi così lontano…E chissà che, progressivamente, non arrivi a batterlo con regolarità, sancendone il tramonto. 8 anni di differenza, alla lunga, giocano tutti a favore di Seixas.
Enric Mas, 8: era completamente sparito dai radar dopo la vittoria della Vuelta. Oggi ha ritrovato smalto, bissando la piazza d’onore già ottenuta nel 2022, allora alle spalle di Pogacar. Solo due fenomeni, dunque, lo hanno privato del gusto di aggiudicarsi una Classica Monumento.
Giulio Ciccone, 7,5: meno brillante rispetto al Mondiale ed all’Europeo, ma ancora una volta sul podio, il terzo in carriera in una Classica Monumento. Su questo genere di percorsi è sempre tra i protagonisti, ma mai il migliore. Non è stato fortunato a gareggiare proprio in questa era di extraterrestri: prima Pogacar, adesso Seixas…Il vero rimpianto, che forse si porterà dietro per tutta la vita, resta quel colpo di reni di domenica scorsa…
Remco Evenepoel, 4: esce con le ossa rotte e con tanti dubbi in testa. Se prima non riusciva a battere Pogacar, come farà adesso contro Seixas, che è anche più giovane? Il belga non ha beneficiato di una condizione di forma straordinaria in questo autunno: non ha brillato né al Mondiale né al Lombardia, salvandosi però con il titolo europeo. Di sicuro resta un grande del ciclismo, e non potrebbe essere altrimenti. Tuttavia appare sempre più difficile che diventi prima o poi il migliore in assoluto. Il n.1.
Brandon McNulty, 6,5: con addosso la maglia iridata sembra aver compiuto un ulteriore salto di qualità. Anche oggi corre da protagonista e conclude quinto. Ormai è diventato riduttivo considerarlo un mero gregario.
Tom Pidcock, 5,5: classica giornata da ‘vorrei, ma non posso’ per il britannico.
Christian Scaroni, 6,5: nel vivo della corsa, ottavo al traguardo. Questa è ormai la sua dimensione stabile. Una bella conferma dopo il bronzo agli Europei.
Filippo Zana, 6,5: la sorpresa di giornata, con una nona posizione inattesa. Quest’anno era già stato 10° alla Liegi-Bastogne-Liegi. Si sta costruendo un futuro interessante nelle corse di un giorno.
Davide Piganzoli, 5: alla prima occasione da co-capitano al Giro di Lombardia non ha reso come nelle attese, spegnendosi completamente nel finale. E’ stata una stagione molto lunga, con Giro e Tour nelle gambe, oltre a Mondiali e Giro dell’Emilia (vinto). Può starci una giornata negativa.
Isaac Del Toro, 4: mai nel vivo della corsa, probabilmente condizionato da un problema fisico di cui si vociferava da qualche giorno.
Alessandro Fancellu, 6: chiude in top20 e conferma i miglioramenti recenti. Potrà crescere ancora nel 2027 con l’approdo nel World Tour.
Giulio Pellizzari, 7: disputa una corsa eccezionale da gregario. E se questa fosse la sua reale dimensione? Sinora il marchigiano ha pagato dazio quando ha dovuto gestire delle responsabilità importanti, come al Giro d’Italia od ai Mondiali, mentre ha dimostrato di esaltarsi al servizio dei capitani. Appare presto per fornire un verdetto definitivo, ma qualche indizio sul tavolo inizia ad esserci.