Nuoto

Nuoto, da Kornev a Steenbergen: i 4 volti da record della Coppa del Mondo a Tashkent

Sofia Altavilla

Pubblicato

il

Anche quest’anno il livello della Coppa del Mondo di nuoto sta rispettando la propria tradizione. Dopo la prima tappa di Baku, in Azerbaijan, che ci ha regalato il record del mondo eguagliato di Egor Kornev nei 100 stile libero, lo scorso fine settimana è stato il tempo di Tashkent, Uzbekistan, che è diventata lo scenario di ben due record del mondo e due record europei.

Le più importanti carte scoperte in vasca a Tashkent sono state:

  • Egor Kornev con il record del mondo nei 50 farfalla (21.28)
  • Pieter Coetze con il record del mondo nei 50 dorso (22.09)
  • Marrit Stenbergen con i record europei nei 100 misti (56.18) e nei 100 stile libero (50.32)
  • Cameron McEvoy con il record dei campionati nei 50 stile libero (20.13)

Oltre agli evidenti primati però, quello che ci si porta dietro da questa seconda tappa sembra essere la consapevolezza che nonostante l’assenza dei nomi più risonanti mediaticamente, stanno emergendo o confermandosi altri protagonisti totali, cui obiettivo non è più solo vincere, ma piuttosto battere record su record, globali e continentali, il tutto in vista dei Mondiali in vasca corta di Pechino, ma anche in funzione della traduzione verso la vasca lunga.

Egor Kornev: fuori regola

Egor Kornev è senza dubbio uno dei nuotatori più alla ribalta dell’anno. Il russo classe 2004 infatti ha già eguagliato in questa serie di Coppa del Mondo il record del mondo dei 100 stile libero di Kyle Chalmers (44.84), e continua a superare i limiti imposti da nuotatori già alieni. In Uzbekistan il 22enne ha nuotato i 50 farfalla in 21.28, superando il precedente primato di Noe Ponti di 21.32, e l’ha fatto nuotando un impressionante primo 25m in 9.60 (rispetto al 9.74 di Ponti del 2024). Kornev ha concluso le due vasche respirando per ben due volte dopo aver virato, e non privandosi di un’alzata di testa anche in prossimità del muro . Solitamente i velocisti, specialmente della farfalla, stile cui tecnica di respirazione prevede un dispendio oneroso sia in termini di energia che di forza d’attrito subita,  decidono di respirare il meno possibile o affatto durante una gara così breve come i 50. Alla luce di ciò dunque sorge spontaneo da un lato chiedersi se respirando meno volte il crono del russo potrebbe raggiungere limiti inesplorati, dall’altro invece aggiunge ancora più prestigio a un risultato cronometrico di questo tipo.

Il ragazzo di San Pietroburgo, che ha rifiutato ogni offerta di allenarsi in America con Bob Bowman o lontano da casa sua, eccelle in molte specialità. Durante la stessa tappa in Uzbekistan Kornev ha vinto l’argento nei 50 stile libero, con 20.61 e nei 50 dorso con 22.29. Alla fermata precedente di Baku aveva ottenuto lo stesso risultato nello stile, dove è arrivato il suo record personale di 20.26 e aveva vinto nel dorso, con, l’allora record dei campionati di 22.23. Anche a Tashkent Kornev ha vinto i 100 stile libero, imponendosi stavolta in coppia con l’australiano Cameron McEvoy in 45.24. Sarà interessante vedere a che punto arriverà la sua preparazione a Pechino, dalla quale ha già dichiarato di voler uscire con più medaglie possibile, ma anche al Mondiale di Budapest in vasca lunga del 2027. Abbiamo infatti già visto come quest’atleta sia in grado di dire la sua anche nella vasca olimpionica, basti pensare all’estate parigina che l’ha visto vincere a livello individuale un titolo europeo nei 50 farfalla, oltre che l’argento nei 50 e 100 stile libero.

Pieter Coetze e il guanto di sfida a Ceccon

L’altro record del mondo uzbeco è caduto per mano di Pieter Coetze, che con il tempo di 22.09 nei 50 dorso ha battuto il precedente 22.11 di Kliment Kolesnikov. Il sudafricano aveva già flirtato con questo crono, realizzando il record africano a Baku dove però aveva nuotato più di quattro decimi più lento. L’exploit di Coetze in vasca corta si può ricondurre alla grande stagione in vasca lunga appena disputata, con le vittorie ai Commonwealth Games in tutte le specialità del dorso. A Glasgow il coetaneo di Kornev ha sfiorato il suo record personale in 24.18 nei 50 dorso ed ha realizzato al seconda prestazione più veloce di sempre nei 100, fermando il cronometro sul 51.77.

La traduzione in vasca corta in questo caso è avvenuta perfettamente: in Uzbekistan il ventiduenne ha mancato di cinque centesimi anche il record del mondo dei 100, toccando il muro in 48.21 e migliorando il precedente personale, colleziontao a Baku, di ben 0.9s.
Thomas Ceccon, autore di quel record in vasca lunga, aveva dichiarato ai nostri microfoni a Parigi, di aver quasi desiderato che qualcuno, e parlava proprio di Coetze, avesse battuto il suo record, per avere uno stimolo ancora più grande per andare a riprenderselo. Le premesse allora, ci sono tutte.

Marrit Steenbergen consolida la sua egemonia

Se un record del mondo è un record del mondo, due record europei fanno comunque la loro figura. è il caso di Marrit Steenbergen, che ha riscritto la storia in primis quest’estate nei 100 stile in vasca lunga, ed ora, in vasca corta, continua ad aggiungere il suo nome all’albo dei primati. L’olandese, che è in gara per ottenere la tripla corona di ben quattro specialità, 50 e 100 dorso, 100 stile e 100 misti, non sta sbagliando un colpo. Prima è arrivato il record europeo dei 100 misti, dove la differenza l’ha fatta la frazione finale a stile libero e qualche dettaglio della prima parte di gara. Questi infatti i parziali: 11.68 – 13.79 – 16.87 – 13.84. Con la rana identica a quanto nuotato in Polonia un anno fa, e lo stile libero più veloce di quasi un decimo.

Così come nei misti, anche nei 100 stile il record supera il precedente suo primato di Lublino che a su volta batteva un record risalente al 2017. Ora Marrit Steenbergen è la quarta nuotatrice più veloce di sempre nella gara regina, con 50.32, alle spalle delle sole Kate Douglass (49.93), Cate Campbell (50.25) e Gretchen Walsh (50.31).

In questa fase della stagione, sembra che la 26enne voglia concentrarsi soprattutto sul dorso e sulle sue certezze a stile libero, lasciando in secondo piano quei 200 misti di cui pure detiene il record europeo, siglato a Lublino lo scorso anno.

Cameron McEvoy: può battere il record del mondo di Crooks?

Come anticipato dalla chiacchierata con Mirko Nozzolillo, Cameron McEvoy sta vivendo un momento d’oro. Nonostante la fase avanzata della sua carriera, che lo vede assumere il nuovo ruol odi padre e sostenere molti meno allenamenti, sembra proprio essere questo il nuovo metodo adottato da alcuni velocisti in quella fase della carriera, tra cui la nostra Silvia di Pietro. L’australiano, che insieme a Kornev sta intrattenendo migliaia di appassioanati con il duello stileliberista, avrà l’occasione di ottenere una tripla corona nei50 stile libero. Proprio a Tashkent infatti McEvoy ha migliroato nuovamente il proprio record dei campianti stabilito solo a Baku, portadolo da 20.22 a 20.13. Il record del mondo storico di Jordan Crooks realizzato a Budapest 2024 è ferm sul 19.90. Lo stesso Cameron McEvoy ha però affermato come secondo lui il record del mondo non sia uno scherzo, e che sebbene lui sia il migliore nella prima parte di gara (9.45s nel primo 25), sia proprio la fase tra i 20 e i 35 metri quella in cui il nuotatore delle isole Caiman fece il panico, e come non sia facile raggiungere quel livello.

I protagonisti di questa tappa, così come della precedente, non sono certo nomi sconosciuti. Tuttavia, è interessante notare come alcuni abbiano esplorato le proprie potenzialità fino in fondo, vedi Steenbergen e McEvoy, o siano definitivamente esplosi, come nel caso di Kornev, solo in quest’ultima stagione.
La Coppa del Mondo si conferma così uno stimolo continuo, sia tecnico che economico, a cercare la miglior versione di sé. Cambia la geografia delle tappe, cambiano la demografia dei campioni in vasca, ma le prestazioni da record non mancano mai.
E lo spettacolo non è ancora finito: prossima e ultima fermata, Astana.

Exit mobile version