Pallavolo
Noumory Keita giocherà per l’Italia? Emerge un atto notarile: aveva firmato per l’iter di cittadinanza bulgara
Nell’ultimo anno si è parlato a lungo della possibilità che Noumory Keita giochi con la Nazionale Italiana. Il formidabile attaccante di Verona, che nell’ultima stagione ha regalato spettacolo con la maglia di Verona (vittoria della Coppa Italia e semifinale scudetto), potrebbe seriamente indossare la maglia azzurra in un prossimo futuro. A breve il 25enne, che ha aperto la nuova stagione con gli scaligeri (ko per 3-0 contro Civitanova), dovrebbe ottenere il passaporto italiano.
Bisogna ricordare, però, che sono entrate in vigore delle norme più stringenti da parte della FIVB, che impongono il limite di massimo due giocatori naturalizzati per Nazionale e soprattutto il divieto di giocare per altre Federazioni dopo aver disputato almeno una partita con i colori del Paese d’origine (per lui sarebbe il Mali). Giuseppe Manfredi, Presidente della Federvolley, aveva dichiarato in primavera a Repubblica: “La Federazione del Mali ha dato il via libera, stiamo attendendo i documenti per capire se ha già giocato partite ufficiali con quella selezione. Le regole internazionali sono cambiate, ma lui gioca nel nostro campionato da tre anni e diventerà italiano“.
L’obiettivo dichiarato del numero 1 della pallavolo internazionale è di poter contare su Keita per i Mondiali 2027, dove l’Italia sarà chiamata a difendere il titolo conquistato lo scorso anno nelle Filippine. Nelle ultime ore, però, è emersa una vicenda sul passato di Keita, svelata dalla testata bulgara VolleyWeek e rilanciata in Italia da Volleyball.it.
L’attaccante avrebbe dato, a febbraio 2020, il proprio consenso all’avvio di una procedura per ottenere la cittadinanza belga. Si parla di una dichiarazione firmata dal giocatore e autenticata da un notaio, dunque con tutti i crismi dell’ufficialità. Lo studio notarile è stato contattato da VolleyWeek e ha confermato l’autenticità del documento.
Lo schiacciatore autorizzava l’inizio del procedimento per acquisire la cittadinanza, facendo riferimento all’articolo 16 della legge bulgara in materia. Stiamo parlando di sei anni e mezzo fa, quando il pallavolista militava in Serbia con la maglia del Nis. Non è però chiaro fino a che stadio si sia spinta questa procedura e non sono stati spiegati i motivi riguardo al mancato completamento dell’inter (sicuramente fermato nelle battute iniziali dalla pandemia, scoppiata poche settimane dopo).