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Naomi Broady attacca Carlos Alcaraz: “Si lamenta del calendario e poi gioca Laver Cup e Six Kings Slam?”

Giandomenico Tiseo

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Carlos Alcaraz / IPA Sport

Le lamentele di Carlos Alcaraz sull’eccessivo carico di impegni nel circuito ATP riaccendono il confronto sulla sostenibilità del calendario e sulle responsabilità dei giocatori. A contestare la posizione dello spagnolo è Naomi Broady, ex tennista britannica e oggi commentatrice televisiva, che ha messo in evidenza una contraddizione tra le denunce relative alla quantità di partite da disputare e la partecipazione ad appuntamenti aggiuntivi come la Laver Cup e il Six Kings Slam.

Le sue osservazioni chiamano in causa un tema sempre più discusso nel tennis professionistico: quanto dipenda dalle decisioni degli organizzatori la pressione esercitata sugli atleti e quanto, invece, sia legato alle scelte dei singoli giocatori. Un dibattito tornato d’attualità dopo la decisione di Jannik Sinner di interrompere la stagione per occuparsi del problema al ginocchio e le successive dichiarazioni di Alcaraz, che a Shanghai aveva indicato anche nella programmazione del circuito una delle possibili cause dell’aumento degli infortuni.

Il numero tre del mondo aveva espresso preoccupazione per il ritmo della stagione, sottolineando quanto possa essere difficile mantenere una condizione fisica ottimale quando gli impegni si susseguono senza pause sufficienti. Nel suo intervento, Alcaraz aveva anche augurato una pronta guarigione al rivale italiano, collegando il tema degli infortuni a una questione più ampia, che riguarda l’intero circuito.

La lettura di Broady parte da un’altra prospettiva. Commentando la sconfitta di Alcaraz contro Zizou Bergs, la britannica ha contestato soprattutto la coerenza tra le critiche rivolte al calendario e la scelta di prendere parte a competizioni che si aggiungono agli appuntamenti del circuito.

“Faccio molta più fatica a condividere questo argomento quando giochi il Six Kings Slam, la Laver Cup e altri eventi distribuiti nel calendario“, ha osservato. Il riferimento è alla partecipazione a manifestazioni ulteriori rispetto ai tornei ordinari. Il Six Kings Slam, evento esibizione organizzato in Arabia Saudita, e la Laver Cup, competizione a squadre che mette a confronto Europa e Resto del Mondo, rappresentano occasioni diverse dai tradizionali appuntamenti ATP, anche per formato e finalità. La loro presenza nel calendario, tuttavia, comporta comunque un investimento di tempo ed energie.

Broady ha allargato il ragionamento alla possibilità, per i giocatori, di rinunciare a determinate settimane di competizione. Richiamando una riflessione attribuita a Dan Evans, Broady ha riassunto la propria posizione con una frase diretta: “Se non sei contento, non giocare per una settimana“.

Il ragionamento, naturalmente, non risolve tutte le difficoltà. Non tutti i giocatori dispongono delle stesse condizioni contrattuali o delle medesime possibilità economiche e sportive. Inoltre, gli obblighi previsti dal circuito e le regole relative alla partecipazione ai tornei possono limitare la libertà di scelta. La posizione di Broady, tuttavia, introduce un elemento importante nel dibattito: la gestione del calendario non dipende esclusivamente dalle decisioni dell’ATP, ma anche dalle priorità stabilite dai singoli professionisti.

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