GP Australia
MotoGP, Marco Bezzecchi già condannato dalla storia del Motomondiale? In realtà ha la possibilità di realizzare un’impresa
Marco Bezzecchi ha un problema e, al tempo stesso, un’opportunità unica di scrivere un paragrafo di storia senza precedenti nel Motomondiale. Attualmente, il ventisettenne riminese occupa la terza posizione nella classifica generale. La stagione corrente ha già mandato in scena 17 appuntamenti su 22, pari all’incirca a tre quarti di campionato. Il “problema” e “l’opportunità” sono rappresentati dal fatto che nessuno abbia mai vinto il titolo recuperando dal terzo posto a questo punto del campionato.
In realtà, se si guarda bene l’intero percorso della classe regina, sia essa 500cc o MotoGP, si noterà come sia rarissimo trovare tre piloti in lotta per il titolo sino alle fasi conclusive della stagione. Lo dimostra il fatto che, nelle 77 edizioni iridate tra il 1949 e il 2025, solamente una volta (!) tre centauri siano arrivati al GP conclusivo con l’opportunità concreta di fregiarsi dell’Iride.
Bisogna risalire al lontanissimo 1952, quando la gara finale si disputava, come oggi, in Spagna (al Montjuich). Il sistema di punteggio era 8-6-4-3-2-1 e vi si giunse con Umberto Masetti (Gilera) a quota 22, Reg Armstrong (Norton) a 20 e Leslie Graham (MV Agusta) a 17. I primi due erano padroni del proprio destino, nel senso che vincendo si sarebbero laureati campioni a prescindere dal risultato dei rivali.
La gara andò però al terzo incomodo Graham, mentre il titolo fu appannaggio di Masetti, che chiuse secondo controllando senza problemi la situazione. Armstrong non fu mai un fattore e non andò oltre la quinta piazza. Però, all’epoca il Mondiale era composto da sole otto gare. Dopo sei (pari quindi a tre quarti della stagione), Graham era molto lontano in classifica.
Successivamente non si è assistito a rimonte eclatanti. Il Motomondiale non è la Formula 1 dove, per esempio, si sono ammirati “terzi incomodi” assurgere al ruolo di Campione con finali poderosi (John Surtees nel 1964, Alain Prost nel 1986, Kimi Raikkonen nel 2007 o Sebastian Vettel nel 2010 i casi più altisonanti). Fra le due ruote non va così, il grano e il loglio generalmente vengono separati prima di arrivare alle fasi calde della stagione.
È però anche vero che i record sono fatti per essere migliorati. Nel 2025 abbiamo visto Marc Marquez abbattere tutta una serie di barriere anagrafiche e temporali legate alla capacità di tornare al titolo dopo anni e anni di digiuno. Inoltre, il motociclismo è cambiato profondamente nel corso dei decenni. Però si parla di uno che può essere considerato il più grande di ogni tempo o, almeno, uno dei più grandi di ogni tempo.
Attualmente Bezzecchi è staccato di 44 punti da Jorge Martin e di 42 dall’onnipresente Marquez. Ogni fine settimana ce ne sono 37 sul piatto. In linea teorica la rimonta non è impossibile. La domanda è se assisteremo all’ennesima candidatura “partita da lontano” a essere bocciata dalla matematica, oppure se ricorderemo il 2026 come la stagione in cui si è visto uno dei recuperi più roboanti di tutti i tempi. La risposta arriverà nel giro di un mese e mezzo.