GP Giappone

MotoGP, Marc Marquez feroce e spietato, ma Jorge Martin non si fa sbranare e si prepara a Mandalika

Francesco Paone Casati

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Marc Marquez Comunicato Ducati

Nel Marc Marquez di Motegi abbiamo visto il proverbiale “Occhio della Tigre”, l’Eye of the Tiger cantato dai Survivor, reso celebre dal film Rocky III e diventato una sorta di inno alla determinazione e alla lotta. Il trentatreenne spagnolo è stato feroce sia nel modo in cui ha impostato la gara, sia in tutte le dichiarazioni effettuate prima e dopo il weekend. Non ha fatto pretattica, è stato aggressivo nella dialettica e in pista, prendendosi tutto.

Un chiaro messaggio a Jorge Martin, che tuttavia non si è fatto intimorire e ha tenuto testa al rivale, venendone però battuto su tutta la linea. Battuto, sia chiaro, non sconfitto. Anzi, il portacolori della Casa di Noale ha dato l’ennesima dimostrazione di essere capace di stringere i denti e di soffrire. Ha raccolto (quasi) il massimo a sua disposizione, difendendo la leadership nella classifica generale, seppur per 2 piccoli punti.

Purtroppo, quello per il Mondiale si sta tramutando in un duello. Si dice “purtroppo” perché stiamo assistendo alla contrazione di un triello. Nella terra del Sol Levante Marco Bezzecchi non è andato male in termini assoluti, però il Gran Premio del Giappone ha lo sgradevole sapore del ridimensionamento, almeno nella rincorsa al titolo 2026. È sempre rimasto almeno un passo indietro rispetto ai due spagnoli e, dovendo inseguire in classifica generale, aver perso altri punti sia dall’uno che dall’altro rappresenta una dinamica nefasta.

Il match Martin – Marquez può tuttavia essere bellissimo. Marc picchia come un fabbro (6 gare piene e 7 sprint vinte in stagione), ma Jorge incassa e, pur barcollando, non finisce mai al tappeto. Anzi, appena intravede l’occasione, assesta un colpo all’avversario, come accaduto in Austria. Sembra, effettivamente, un film di Rocky. Però in questo caso, è Martinator a recitare la parte di Balboa, capace di soffrire sopportare le botte e il dolore inflitti dall’avversario di turno. Se si preferisce la Storia, il paragone più corretto potrebbe essere quello tra Quinto Fabio Massimo (detto ‘il Temporeggiatore’) e Annibale.

Motegi è storicamente una pista pro-Ducati ed El Trueno de Cervera ha saputo sfruttarla a dovere. Vedremo cosa accadrà nel round di Mandalika, dove Marc ha storicamente sempre sofferto e dove, per le caratteristiche del tracciato, Aprilia dovrebbe essere favorita.

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