GP Australia

MotoGP, i piloti vogliono avere una voce. Bagnaia: “Momento giusto per unirsi”

Mattia Fierro

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Francesco Bagnaia / Valerio Origo

È ormai calato il sipario sulla prima giornata del Gran Premio d’Australia 2026, diciottesimo appuntamento del Motomondiale. Le pre-qualifiche hanno stabilito la composizione del Q1 e del Q2 di domani ma nella classe regina, oltre ai risultati ed alle prestazioni, si è tornati a parlare di tematiche al di fuori della pista. L’attenzione è infatti ritornata sulla disputa del GP del Qatar, inizialmente previsto ad aprile ma rinviato ad inizio novembre a causa dei conflitti in Medio Oriente.

La MotoGP è più volte espresso il suo punto di vista, ribadendo la priorità assoluta dei piloti, dei team e dei tifosi. Per ora il weekend di Lusail rimane nel calendario ma i piloti, in balia degli avvenimenti, cercano di compattarsi. Secondo quanto riportato da The Race, tutti i centauri hanno preso parte prima di partire per Phillip Island ad una riunione segreta, al termine della quale due terzi dei presenti si sarebbe esposto contro la volontà di correre in Qatar.

Ieri i piloti hanno poi tenuto un secondo meeting, che secondo le opinioni raccolte dalla stampa sembra aver dato i suoi frutti. Tra le voci raccolte e contrarie al GP di Lusail, figura quella di Alex Marquez. Questa la sua idea: “Ogni giorno la situazione cambia e sembra peggiorare. Il campionato ci dice che tutto è sotto controllo, ma credo che nessuno riesca a tenere sotto controllo una situazione del genere, è piuttosto complessa”. Totalmente opposte le dichiarazioni di Jorge Martin, intenzionato a correre a novembre in Qatar: “Voglio andare in Qatar perché il circuito è incredibile. Credo nella MotoGP e in ciò che decidono coloro che lo gestiscono. Se gli organizzatori decidono che possiamo andare, sarà perché la nostra sicurezza è garantita”.

Discorso molto più ampio quello affrontato invece da Francesco Bagnaia. Il centauro italiano ha infatti sottolineato la volontà e l’importanza di un vero e proprio sindacato dei piloti, con una figura esterna pronta a rappresentare le loro opinioni. Queste le parole del ducatista che chiudono una due giorni piuttosto movimentata dal punto di vista politico: “Penso che l’unità ed una associazione dei piloti sia una cosa importante, avevamo iniziato ad approcciare questa cosa nel 2023 ma poi per cause di forza maggiore non siamo riusciti a continuare. Era il momento giusto per ricominciare, credo sia importante per tutelarci di più ed avere più voce su certe decisioni, ora resta solo da trovare una persona che ci rappresenti. Forse sarebbe meglio anche se fosse qualcuno al di fuori di questo mondo, senza preferenze e che lavori solo in una direzione per la sicurezza e per noi”.

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