GP Australia
MotoGP, addio a Phillip Island: Marquez, Martin e Bezzecchi commentano il trasferimento ad Adelaide
La MotoGP si prepara a voltare pagina, lasciandosi alle spalle uno dei circuiti più amati del calendario. Dal 2027 il Gran Premio d’Australia si trasferirà da Phillip Island ad Adelaide, segnando una svolta significativa nella storia del Mondiale. Una scelta dettata soprattutto da esigenze infrastrutturali, logistiche e commerciali, che punta a portare lo spettacolo delle due ruote nel cuore di una grande città, ma che inevitabilmente comporta la rinuncia a un tracciato dal fascino unico. E tra i piloti, il dispiacere per l’addio è evidente.
Il contratto con Phillip Island, in scadenza al termine del 2026, ha aperto la strada a una nuova soluzione. Da tempo, infatti, le strutture non più adeguate agli standard dei grandi eventi e la limitata disponibilità di alloggi rappresentavano un problema per il futuro della tappa australiana.
Adelaide ha così raccolto l’opportunità, assicurandosi un accordo per il periodo 2027-2032 e proponendo un circuito cittadino che riprenderà in parte il tracciato storico della F1, ospitata in città dal 1985 al 1995. L’obiettivo è ampliare l’attrattiva commerciale dell’evento e avvicinare ulteriormente il pubblico alla MotoGP, in una strategia che guarda anche al modello dei Gran Premi cittadini della massima categoria dell’automobilismo.
Una trasformazione importante, accolta con curiosità ma anche con nostalgia da una griglia che considera Phillip Island una delle esperienze più speciali dell’intera stagione. Marc Marquez, Jorge Martin e Marco Bezzecchi hanno sottolineato, ciascuno a modo proprio, ciò che rende il circuito australiano difficilmente sostituibile: la velocità, le difficoltà tecniche, lo spettacolo in pista e un’atmosfera che va ben oltre la competizione.
Per Marquez, Phillip Island è uno di quei tracciati capaci di suscitare contemporaneamente entusiasmo e rispetto. Il pilota spagnolo, che conosce bene le insidie del circuito australiano, ne ha evidenziato il carattere estremo, fatto di velocità elevate, spazi ridotti e margini d’errore minimi.
“È una delle mie piste preferite e mi diverto da matto a girarci“, ha raccontato il Cabroncito, senza nascondere quanto il fascino del tracciato sia legato anche alla sua difficoltà. “È un circuito velocissimo e molto stretto: se sbagli e scivoli, finisci nella ghiaia in un battibaleno“.
Il campione spagnolo ha poi richiamato quella sorta di timore reverenziale che soltanto alcuni circuiti riescono a suscitare nei piloti: “È uno di quei tracciati per cui noi piloti nutriamo un timore reverenziale; un po’ come Assen, in Olanda: c’è quel tipo di rispetto“.
Se Marc si è concentrato soprattutto sulle caratteristiche tecniche del circuito, Martin ha allargato lo sguardo all’esperienza complessiva offerta da Phillip Island. Per il pilota spagnolo, il fascino della tappa australiana non si esaurisce tra cordoli e traiettorie, ma coinvolge anche il paesaggio, il contatto con la natura e la possibilità di vivere il weekend in modo diverso rispetto agli appuntamenti più tradizionali. “Sono sicuro che Phillip Island mi mancherà tantissimo nei prossimi anni“, ha ammesso il centauro dell’Aprilia, lasciando aperta la porta a un eventuale ritorno in futuro. “Chissà, magari in futuro ci torneremo, ma per il momento la nostalgia si farà sentire“.
Il motivo è innanzitutto sportivo: “Guidare qui è pazzesco, è un’esperienza completamente diversa rispetto al solito. È velocissima e serve tantissima tecnica per essere rapidi“. Un legame consolidato fin dalle categorie inferiori, come ha ricordato lo stesso Martin: “Da quando sono arrivato qui in Moto3, l’ho sempre amata“.
Bezzecchi ha invece posto l’accento sulla qualità dello spettacolo, sottolineando il legame tra le caratteristiche del tracciato e le gare combattute che spesso ha regalato. Per il pilota italiano, Phillip Island è uno di quei circuiti in cui il layout favorisce sfide memorabili e sorpassi capaci di accendere il pubblico. “Di solito, nelle piste belle si vedono sempre gran belle gare. Qui i duelli sono sempre stati spettacolari“, ha dichiarato.
Per lui, inoltre, il ricordo è particolarmente significativo sul piano personale. “L’anno scorso la gara è stata fantastica. Tra l’altro è stato proprio qui che ho conquistato il mio primo podio in MotoGP. È un bellissimo ricordo“.