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Monaco: “Sinner poteva permettersi di stare fuori in questa fase. Alcune terapie non funzionano per tutti”

Federico Rossini

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Jannik Sinner / LaPresse / Olycom

Seconda puntata della versione giornaliera di TennisMania dedicata allo swing asiatico, che in verità spazia dalla Cina all’Italia. Sul canale YouTube di OA Sport riecco l’appuntamento quotidiano con Dario Puppo, Guido Monaco e Massimiliano Ambesi: qui ritroviamo le parole di Monaco. E le ritroviamo in particolare, nel testo riportato, a proposito delle problematiche di Jannik Sinner, mentre in quanto resta della puntata si trovano approfondimenti anche su Pechino, Tokyo e tennis femminile.

La prima analisi di Monaco è particolarmente lunga: “Siamo portati a pensare che quando una persona è ricca, potente e famosa possa guarire da qualsiasi cosa in tempi magnifici e completamente diversi dagli altri. Certo che hanno un vantaggio: possono consultare il meglio del meglio. Talvolta possono commettere errori di valutazione sullo specialista da consultare, o lo specialista ci mette un po’ a capire il problema. Ricordo Djokovic nell’annus horribilis 2017: il gomito del tennista per tantissimi anni, sebbene sia un problema comunissimo, non ha avuto una vera soluzione. Per alcuni funzionano alcune terapie, per altri altre, a volte dei dolori improvvisamente spariscono e non si sa bene perché. Questo va sottolineato perché se no si mettono delle ombre, degli aloni di mistero. Hanno avuto un problema che speravano recuperabile per il finale di stagione, ci sono stati gli specialisti di quei problemi che dicono che con i tendini 3 mesi minimo sono il tempo per rientrare, lui allo scadere ha avuto la sensazione a volte di esserci quasi, altre in cui andava peggio, e così per evitare questo stillicidio di decisioni è anche nella posizione per dire ok, quest’anno saltiamo il finale di stagione, non prendiamoci rischi e lavoriamo per guarire in maniera solida e mettere a posto altri malannucci. Siamo in una parte di stagione nella quale lui più di altri può permettersi di stare fuori. L’anno scorso Fils è stato fuori sei mesi. Succede di continuo. Chiaro che con Sinner c’è più attenzione. Si fosse trattato di una cosa più grave si sarebbe operato. Il fatto che non si sia operato, ma che sia andato per la terapia conservativa è testimonianza della gestibilità del problema. Hanno fatto questa scelta neanche facile, perché negli ultimi anni indoor ha dominato, ma condivisibile“.

E poi un focus anche su giocatori italiani che di problemi ne hanno avuti quest’anno (ma non sono gli unici): “C’è gente che è stata fuori parecchio e ora è fresca e sta giocando molto bene. Munar. Vacherot. Ora. Sonego sta giocando, ma il polso è tutt’altro che ok. Arnaldi sta giocando ma è tutt’altro che a posto all’altro piede. Bellucci è rientrato dal ginocchio. Abbiamo Gigante di nuovo operato, Zeppieri fuori da mesi, Nardi rientra questa settimana dopo che è stato fuori da inizio anno per una frattura all’ulna. Solo restando in Italia abbiamo anche Berrettini, Musetti. Lo so pure io che di Jannik si parla moltissimo, ma non è così strano“.

Scoppia anche la “bolla” della rivendita dei biglietti delle ATP Finals: “Adesso tanta gente piange perché pensava di rivenderli a peso d’oro o vedere Sinner, e ora cercherà di rivendere, ma gli sta bene. Facciamo la conta dei veri appassionati. Fra l’altro a Torino avremo sicuramente un giocatore, Cobolli, e un doppio, Bolelli/Vavassori. Hai un italiano, hai Alcaraz che sta tornando, Zverev e Djokovic… penso che uno col biglietto possa andare a vedere lo stesso“.

Interpellato sul capitolo allenatori: “Che Ferrero sia una scelta top non si discute, ma a me sembra non si leghino. Per me alla fine va da Landaluce“. E poi, sulla prospettiva lanciata da Puppo di un ideale Murray: “Mi ha colpito cos’ha detto Murray su Djokovic, su quanto nell’imminenza della partita avesse moltissimi dubbi. ‘Se avessi saputo che aveva tutti questi dubbi l’avrei battuto molto di più’. Questi vivono di dubbi, perché alimentano la voglia di migliorare“.

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