Nuoto
Mirko Nozzolillo: “Ho un’idea precisa su Benedetta Pilato. C’è una questione tecnica su cui lavorare nei 50”
Benedetta Pilato ha finalmente vissuto una stagione senza problemi, mettendosi al collo anche due medaglie individuali agli Europei, ma soprattutto dando la sensazione di ripartire dopo un periodo difficile. Gran merito va dato a Mirko Nozzolillo, che ha accolto la pugliese nel suo gruppo di lavoro e con la quale è cominciata una nuova avventura tecnica che ha come obiettivo sicuramente Los Angeles 2028. Oltre a Pilato, Nozzolillo è lo storico allenatore di Silvia Di Pietro, che negli ultimi anni ha riscoperto una nuova giovinezza. Una lunga ed interessante chiacchierata dove Nozzolillo racconta tutto a Swim Zone, il programma che va in onda sul canale YouTube di OA Sport.
Nozzolillo analizza la stagione dei suoi atleti, partendo da Daniele Del Signore: “In generale è stata una stagione positiva, qualcosa ha funzionato meno in estate, soprattutto con Daniele Del Signore che non è stato bene e questo lo ha condizionato durante gli Europei, però è un giovane ed era stato bravissimo a qualificarsi ad aprile e a farsi strada dentro la Nazionale. Purtroppo la parte più importante della stagione ha avuto quello che ha avuto, ma sono certo che ci rifaremo”.
Su Silvia Di Pietro: “Io sono sempre soddisfatto, anche perché è stato un anno di gestione. Ha fatto una bella finale europea e sicuramente speravamo di fare qualcosa meno come la scorsa estate a Singapore, ma ha tenuto uno standard prestativo altissimo. Ha fatto tutta la stagione, fin dalla corta, in maniera fantastica ed ora siamo ripartiti con l’obiettivo di Pechino in vasca corta”.
Su Benedetta Pilato: “Per me era l’anno zero. Era un anno per incominciare a fare certe cose insieme ed è stato molto soddisfacente. Lei è cresciuta durante la stagione, le sue prestazioni sono state ottime e dobbiamo assolutamente continuare così. Con Benedetta siamo in una fase di costruzione su come intendo io questo tipo di atleta, perché ho un’idea precisa di Benedetta come atleta in acqua e su cosa deve lavorare e cerco di svilupparla. Ho grande feeling con lei e stiamo cercando di metterla in atto”.
Un gruppo di atleti di diversi stili, in un mondo del nuoto che anche nei gruppi di allenamento va spesso verso la specializzazione: “Tra Silvia e Benedetta, se non anagrafiche, non ci sono grandi differenze. Sono due velociste, magari con caratteristiche fisiche diverse. Non importa molto se hanno stili diversi, quando alleni dei velocisti sai cosa serve ai velocisti. Chi è un po’ fuori da questa logica è Daniele Del Signore, però a me storicamente i 200 dorso vengono fuori abbastanza bene. Ne ho avuti tanti, come Ciccarese, Milli, Mencarini, Aversa. Ne ho allenati veramente tanti ed è una specialità che conosco bene. Poi Daniele è stato campione junior nel 50 e non si difende male nella velocità, anche se ha ancora un po’ il fisico giovane e questa gara gli verrà bene tra un paio d’anni. Alla fine non è un gruppo disomogeneo e forse l’anomalia è quella di Daniele. Forse la cosa più particolare è che Silvia la faccio nuotare poco e fa molta più palestra. Alla fine a volte fanno delle cose un po’ diverse, ma siamo lì anche per questo. Mi ritengo sicuramente fortunato a fare questo tipo di lavoro con queste persone”.
Ancora sul proprio gruppo di lavoro: “Nel gruppo ci sono alcuni 2006, 2007 e poi una 2008, Chiara La Manna, che ha fatto gli Europei Juniores ed è la più giovane. Alla fine a parte Silvia, è un gruppo molto omogeneo come età. Sono poi in fase della carriera molto diversa, perché a parte anche Benedetta, sono in momenti differenti della loro crescita. Poi vero che con Benedetta era il primo anno, mentre gli altri che sono con me da più anni hanno già assimilato certi concetti. Porto avanti due o tre programmazioni e poi certo di intrecciarle. Cerco di cucire intorno a loro la giusta programmazione. Poi loro sono molto affiatati e hanno costruito un bel gruppo”.
Prossimi due anni molto importanti per Pilato, che non è mai salita sul podio olimpico: “Io sono molto soddisfatto del primo anno fatto insieme su tutti i fronti. In questi due anni servirà seguire proprio quello che è stato fatto ora, la stesse dedizione e la stessa intensità. Poi ovviamente c’è ancora tanto da migliorare tecnicamente e anche a livello organico, di allenamento. Io non ho fatto una programmazione specifica su un obiettivo, ma ho voluto semplicemente che alcuni concetti per me fondamentali della sua preparazione venissero assimilati correttamente e che lei imparasse a svilupparli. Ho allenato delle cose che non dovevano servire a finalizzare ad un qualcosa di preciso, ma doveva adattarsi continuamente a quella che era la nuova proposta. Questo è stato il primo anno e ho deciso di intraprendere questo percorso dopo che avevo ereditato la sua storia. Non nuotava un 100 da oltre un anno e poi aveva tante problematiche fisiche. Ho cercato di resettare tutto, insieme anche ad alcuni professionisti. Tutto l’anno abbiamo sistemato prima una cosa e poi un’altra. Ha avuto un miglioramento costante. Nei prossimi due anni bisogna continuare a lavorare in questa direzione, sappiamo che dobbiamo migliorare i nostri tempi. Sta lavorando alla grande e le idee sono molto chiare. Tra due anni mi aspetto che si vinca intorno al record del mondo e dunque bisogna incrementare il lavoro ed arrivare verso quell’obiettivo”.
Sulle differenze di Pilato tra i 50 e i 100 rana: “Nei 100 il problema è soprattutto organico. Deve diventare più resistente, deve continuare a lavorare. Finora ha lavorato poco, ma è già uscito qualcosa di buono, quindi il suo obiettivo è quello di continuare a lavorare. Per quanto riguarda il 50 è un pochino diverso, perché lei va fuori giri. Quando lei fa il passaggio del 100 nuota 30”00, che è quasi il migliore che ha nuotato nel 50 quest’anno, facendo 19 giri di bracciata. Quando fa il 50 di giri ne fa 27 e non ci può essere un decimo in otto giri di bracciata. Bisogna trovare equilibrio, lei ha un ricordo di quando nuotava così da piccolina. Il 100 lo nuota bene, si distende bene, mentre nei 50 a volte si perde, le fa perdere il colpo di gambe. Una questione tecnica dunque dove deve lavorarci. Ha fatto comunque un percorso molto soddisfacente”.
Sui cambiamenti negli anni nella lavorazione con Silvia Di Pietro: “Sicuramente ha trovato una nuotata più efficiente e sicuramente più fluida, soprattutto a stile libero. Nel 2024 abbiamo sviluppato ancora meglio la velocità e ci siamo incaponiti nella continua ricerca del rapporto tra frequenza ed ampiezza. Lei fa pochi metri, poco volume in acqua, dedicati tutti alla tecnica e alla velocità. Il resto lo costruisce tutto in palestra, fa cose specifiche per la forza e la rapidità. Tutto in una quantità anche per l’anagrafe, che le permette di avere un recupero perfetto durante la settimana. Tutto questo ha portato a migliorare la tecnica e ad essere sempre più fluida, su una base che era comunque già eccezionale. Soprattutto a stile libero gli ultimi anni sono stati fantastici”.
Sul Mondiale in vasca corta: “Mi aspetto sempre tanto e chi dice il contrario mente. Mi aspetto che i ragazzi facciano bene. Stiamo lavorando bene, poi chiaro lo sviluppo della stagione è la cosa più importante. Però lo vogliamo onorare al massimo, trovando il primo picco della stagione. Si va sicuramente per fare il meglio”.