GP Indonesia

Marco Bezzecchi risponde alle accuse di Fernandez: “Incidente di gara, è lui che mi ha toccato”

Giandomenico Tiseo

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Marco Bezzecchi / Valerio Origo

Tre gare, tre finali anticipati. Per Marco Bezzecchi la stagione, dopo il Mugello, sembra scandita da una sequenza beffarda: caduta al secondo giro ad Assen, al primo a Misano, alla prima curva nella Sprint di Mandalika. Una striscia che alimenta il sospetto di una maledizione, ma che il pilota romagnolo preferisce archiviare come semplice sfortuna.

La dinamica, in Indonesia, è stata quella di un effetto domino. Alla staccata della curva 1 si sono presentati affiancati in quattro: Fabio Di Giannantonio all’interno, poi Marc Marquez, Bezzecchi e Raul Fernandez. Nessuno ha voluto cedere per primo e, complice un leggero tocco tra le due Ducati, la fila è andata lunga. Bezzecchi ha dovuto rialzare la sua Aprilia, finendo per colpire quella di Fernandez: entrambi a terra.

Il tono del pilota, davanti ai giornalisti presenti a Mandalika, è quello di chi sceglie di non alimentare la tensione. “Purtroppo la partenza è un momento dove siamo tutti vicini, dove è normale dover spesso adattarsi un po’ alla situazione“, ha spiegato. Poi ha ricostruito la sequenza: “Quando ho visto che Marc e Fabio stavano lasciando i freni a vicenda, ho dovuto un po’ rialzare la moto per due volte. Purtroppo nella seconda volta ho sentito un contatto e sono scivolato“. La sintesi è netta: “Non c’è nulla di cui lamentarsi, è un incidente di gara e può capitare“.

Più delicato il capitolo con Fernandez, che ha attribuito parte della responsabilità a Bezzecchi, sostenendo che avesse badato più a chiudere all’esterno che a difendersi dalle Ducati all’interno. Il pilota romagnolo non raccoglie la provocazione. “Io non ho molto da chiarire onestamente, è lui che mi ha toccato, ma è chiaro che è un incidente di gara. Io sono arrabbiato e deluso, ma non è che ce l’ho con lui“, ha detto.

Nessuna intenzione di alimentare lo scontro: “Se lui è arrabbiato, mi dispiace, ma alla fine non c’è motivo di arrabbiarsi, io contro di lui o lui contro di me. Non potevo sparire e nemmeno lui poteva sparire. Non voglio sprecare energie per questa cosa. Voglio concentrarmi su domani“.

Sull’applauso di Fernandez dopo la caduta, Bezzecchi ha scelto la comprensione: “È normale avere una certa reazione quando si è arrabbiati, una reazione che magari in un momento normale non avresti“. E, con una punta di ironia, ha aggiunto: “Forse io sono quello che può confermarlo meglio di chiunque altro“.

A pesare, più dell’episodio in sé, è la consapevolezza di aver perso un’occasione. Bezzecchi non aveva pianificato un attacco estremo alla prima curva, forte di un ritmo che gli avrebbe permesso di recuperare anche cedendo qualche posizione. “Io non mi ero prefigurato una strategia all’estremo attacco alla prima curva, perché comunque il mio passo è stato buono questo weekend“, ha spiegato. “Anche nel caso avessi perso qualche posizione, avrei comunque avuto una buona velocità per provare a lottare per le prime posizioni“.

Da qui il rimpianto: “È stata più una situazione un po’ stile domino: non è che ci posso fare chissà che cosa, ed è peccato perché entrambi andavamo forte, potevamo fare entrambi una bella gara, battagliare sicuramente con tutti gli altri che oggi erano lì davanti“. E ancora: “È un peccato perché avevamo fatto tutto bene fino a qui, però dai, c’è ancora domani“.

Resta la domenica. Il riminese si dice «positivo e carico» e punta sul lavoro svolto per riscattarsi: “Abbiamo lavorato bene, e sono confidente sul tipo di lavoro che abbiamo fatto“. Non nasconde la delusione: “Se devo dire che sono contento adesso, vi starei prendendo in giro, però alla fine bisogna cercare di guardare il positivo che abbiamo costruito fino ad adesso“.

Il primo pensiero va alla squadra, vista un po’ provata a fine giornata: “Cerchiamo di resettare, di tenere alto l’umore, soprattutto dei ragazzi, che oggi li ho visti un po’ tristi, ovviamente, come è giusto che sia. Ma ci penserò io a dargli un bel boost per domani e cercare di finire bene il fine settimana“.

Il messaggio, in sostanza, è chiaro: niente alibi e niente processi. “Guardiamo a domani e cerchiamo di fare il massimo e venire via da qua sapendo di aver fatto il massimo“, ha concluso.

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