GP Giappone

Marc Marquez fissa l’obiettivo: “Da Motegi in avanti servirà attaccare”

Giandomenico Tiseo

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Marc Marquez / Valerio Origo

A Motegi Marc Márquez non cerca rassicurazioni: cerca punti. La lotta per il titolo MotoGP è entrata in una fase in cui anche un singolo weekend può modificare nuovamente gli equilibri della classifica, e il pilota Ducati si presenta al Gran Premio del Giappone con Jorge Martin davanti di 12 punti. Dopo aver riconquistato la vetta a Misano e averla persa nuovamente in Austria, il margine di errore si è ridotto.

La parola d’ordine scelta da Márquez alla vigilia del fine settimana è infatti una sola: attaccare. “Da qui in avanti, su tutti i circuiti bisogna uscire ad attaccare“, ha spiegato il numero 93, consapevole che la fase asiatica della stagione può diventare determinante per la sua rincorsa all’ottavo titolo della classe regina.

Il punto di partenza, però, non è soltanto la classifica. Il GP d’Austria ha lasciato in eredità un problema tecnico che avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti del quinto posto ottenuto nella gara lunga. Un inconveniente ai freni aveva messo Márquez nella condizione di dover valutare anche il ritiro, ma l’analisi effettuata successivamente ha permesso alla squadra di individuare l’origine del problema.

“La cosa più importante dell’Austria è che hanno trovato il problema, era molto visibile, quindi non dovrebbe ripetersi“, ha raccontato lo spagnolo. Una risposta importante soprattutto a Motegi, circuito nel quale le frenate rappresentano uno degli elementi caratterizzanti della pista.

Il tracciato giapponese inaugura inoltre la parte asiatica del calendario 2026 e offre a Márquez un’occasione per misurare immediatamente il proprio passo rispetto a una concorrenza che, secondo le indicazioni della vigilia, appare tutt’altro che compatta. Il pilota Ducati guarda in particolare alle prestazioni di KTM e Aprilia.

“Sembra che Pedro Acosta e le quattro Aprilia siano molto veloci“, ha osservato Márquez. La sua priorità, tuttavia, non è individuare un singolo avversario da battere, ma rimanere stabilmente nel gruppo di testa: “La cosa più importante è che siamo costantemente lì davanti“.

Nel 2025 Márquez arrivava a Motegi con un vantaggio superiore ai 100 punti e con una stagione dominata fin dalle prime fasi. Il titolo sarebbe arrivato proprio in Giappone, coronando il ritorno al vertice dopo il lungo periodo condizionato dagli infortuni.

Oggi il campionato racconta una storia diversa. Il distacco accumulato dopo l’infortunio rimediato in Indonesia aveva superato quota 100 punti e Márquez è stato costretto a una lunga rimonta. Il sorpasso in classifica su Martin ottenuto a Misano sembrava avergli restituito il controllo della situazione, ma l’Austria ha nuovamente cambiato il quadro.

“L’anno scorso, arrivando qui avevo più di 100 punti di vantaggio, ma il Mondiale normale è come quello di questa stagione“, ha sottolineato Márquez. Il riferimento è alla natura più equilibrata della corsa iridata attuale, nella quale il pilota spagnolo non può permettersi di considerare acquisito alcun risultato.

Eppure Motegi resta una pista particolare per lui. È qui che la stagione scorsa aveva chiuso matematicamente il campionato e qui ha costruito alcuni dei ricordi più importanti della propria carriera con Honda, conquistando quattro dei suoi titoli. Il passato, però, non può condizionare una sfida che oggi richiede un approccio completamente diverso.

Anche le caratteristiche del circuito aggiungono un elemento di interesse al weekend. La pista è stata riasfaltata e Michelin ha portato anche lo pneumatico posteriore con carcassa rinforzata, già utilizzato in Austria, specificando tuttavia che si tratta di una soluzione destinata a condizioni considerate estreme. Per Marc sarà dunque importante verificare il comportamento della Ducati in un contesto differente rispetto a quello del Red Bull Ring.

“Vado gara per gara, perché non so come mi sentirò in Indonesia“, ha detto. Prima di pensare a Mandalika, quindi, c’è un obiettivo molto più immediato: “Per cominciare, bisognerà entrare in Q2, che è il primo obiettivo“.

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