Formula 1

Maglienti: “Fiducia in Ferrari nella gestione sportiva: qualche settimana fa non era così…”

Giandomenico Tiseo

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GP Singapore F1 / IPA Sport

Il Gran Premio di Singapore, diciassettesimo appuntamento del Mondiale 2026 di F1, ha confermato la crescita della Red Bull e restituito indicazioni incoraggianti alla Ferrari, ancora alla ricerca del salto di qualità definitivo. Nel consueto approfondimento sul canale YouTube di OA Sport, Biagio Maglienti, giornalista di Sky Sport, ha analizzato i principali temi del fine settimana, soffermandosi sulla strategia di Lewis Hamilton, sulla ritrovata compattezza della scuderia di Maranello e sul talento di Kimi Antonelli.

Il primo argomento affrontato è stato l’errore strategico di Hamilton, che ha compromesso il proprio risultato nel finale. Maglienti ha riconosciuto che l’idea iniziale del britannico non fosse necessariamente sbagliata, ma che la sua esecuzione non abbia prodotto gli effetti sperati. “Forse non era del tutto sbagliata l’idea di Hamilton, poi non ha pagato alla fine“, ha osservato, sottolineando come il sette volte campione del mondo abbia tentato una soluzione alternativa senza riuscire a gestirne le conseguenze.

La scelta si è rivelata particolarmente penalizzante nella fase conclusiva della gara, quando il rendimento degli pneumatici è calato sensibilmente. Il problema, secondo l’analisi emersa durante la trasmissione, è stato non riuscire a prolungare sufficientemente lo stint precedente, arrivando così agli ultimi giri senza un margine adeguato per difendersi dagli avversari.

Il discorso sulla Ferrari si è poi spostato dalla pista alla gestione interna della squadra. Per Maglienti, uno degli aspetti più importanti delle ultime settimane è stata la ritrovata unità attorno al Team Principal Frédéric Vasseur, in un periodo nel quale non erano mancate polemiche e interrogativi sulla direzione del progetto.

“La squadra ha fatto fronte comune tutta quanta, appoggiandosi a Vasseur e questo, a mio parere, anche a livello proprio di iniezione di fiducia, è una cosa importante“, ha spiegato il giornalista. Un passaggio che evidenzia quanto, in F1, la competitività non dipenda esclusivamente dagli aggiornamenti tecnici, ma anche dalla capacità di lavorare in un ambiente stabile.

Maglienti ha approfondito il concetto, collegando direttamente la serenità interna alla qualità delle decisioni prese durante un weekend di gara: “Una squadra di F1, se non è serena, tranquilla, se non ha il suo capo riconosciuto, se non ha la possibilità di individuare tattiche, strategie, tutto quello che vuoi, ma ci sono sempre tante posizioni che vengono ribaltate, non fa tanta strada“.

La ritrovata compattezza, dunque, potrebbe aver contribuito ai progressi mostrati dalla Ferrari a Singapore, insieme alle novità tecniche introdotte sulla monoposto. “Questo piccolo momento di serenità, che io spero che lo sia fino alla fine del campionato, ha consentito a tutti un po’ di essere sul pezzo, sulla palla“, ha aggiunto, riconoscendo alla squadra un atteggiamento più concentrato e consapevole.

Il giornalista ha anche sottolineato come la fiducia nella gestione sportiva non fosse scontata fino a poche settimane prima: “Da quello che mi dicono internamente, si è raggiunto un momento dove ci sia fiducia completa nella gestione sportiva, cosa che sino a qualche settimana fa non era proprio così matematica“.

Lo sguardo si è quindi spostato sulla Red Bull, protagonista di un netto miglioramento prestazionale culminato con il successo di Max Verstappen. Il risultato di Singapore ha rafforzato i dubbi sulla possibilità che il campionato 2027 possa essere caratterizzato da un dominio della scuderia anglo-austriaca, soprattutto se la competitività mostrata nelle ultime gare dovesse trovare conferma anche su circuiti differenti.

Maglienti ha invitato a osservare attentamente i prossimi appuntamenti, a partire da Austin, prima di formulare giudizi definitivi. Il suo avvertimento, tuttavia, è stato chiaro: “Se dovesse vincere ancora Max Verstappen, ragazzi, pensiamo a un 2027 monotematico“.

Una prospettiva che il giornalista non considera auspicabile, perché rischierebbe di ridurre l’incertezza sportiva e il confronto tra le diverse squadre. “Ho paura di sì, speriamo di no, perché sono belle le gare quando sono combattute o quando comunque c’è un Mondiale in cui si alterna qualcuno, non c’è un dominio assoluto“, ha dichiarato, auspicando una stagione nella quale più scuderie possano contendersi le vittorie.

Tra i protagonisti del Gran Premio di Singapore c’è stato anche Kimi Antonelli, terzo al traguardo dopo una prestazione che ha confermato la sua capacità di gestire situazioni complesse. Il giovane italiano ha sfruttato l’incertezza di Lando Norris, dimostrando prontezza e lucidità in un momento decisivo della gara.

Maglienti ha evidenziato soprattutto le qualità umane del pilota Mercedes, sottolineando la sua capacità di integrarsi nel paddock e di conquistare la stima degli addetti ai lavori. “Secondo me, se tu prendi in considerazione Kimi quest’anno all’interno del paddock, va d’accordo con tutti e questo significa che gli è stata riconosciuta un’empatia che in pochi forse hanno trasmesso“, ha affermato.

Un aspetto che, secondo il giornalista, si accompagna a un talento già ampiamente riconosciuto. “Oltre all’empatia ha dimostrato di essere comunque dotato di una classe innata e questa gli è riconosciuta da tutti“, ha aggiunto, rimarcando la considerazione di cui Antonelli gode tra piloti, ingegneri e professionisti del settore.

Il terzo posto di Singapore assume quindi un significato che va oltre il risultato. Il giovane italiano ha mostrato di saper sfruttare le opportunità senza farsi condizionare dalla pressione, confermando una maturità che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza. La sua crescita, insieme alla capacità della Mercedes di mettere a disposizione una vettura competitiva, potrebbe rivelarsi determinante nella parte finale della stagione.

Maglienti, in conclusione, ha condiviso le perplessità sul rendimento della McLaren, apparsa meno efficace rispetto alle rivali dopo una fase nella quale aveva mostrato progressi significativi: “Il calo di competitività, unito ad alcuni episodi di gara discutibili, alimenta interrogativi sulla capacità della squadra di mantenere continuità nel corso del campionato“.

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