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Lorenzo Musetti tanto lontano da una condizione accettabile: subito fuori a Shanghai contro il n.277 del mondo

Federico Rossini

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Lorenzo Musetti / LaPresse

Perde, e perde anche male Lorenzo Musetti all’esordio, che poi è anche la fine, del Masters 1000 di Shanghai. Il giocatore toscano deve dire addio contro il cinese Yi Zhou, che dopo aver battuto Mattia Bellucci di italiano ne fa fuori un altro, e così lo spot che doveva avere Djokovic-Musetti avrà invece Hurkacz-Zhou come terzo turno. 7-6(7) 3-6 7-6(1) il punteggio finale in due ore e 28 minuti nel match conclusivo della sessione serale sul centrale di Shanghai.

Primi game abbastanza tranquilli. Non privi di emozioni, questo è vero, ma tranquilli nel senso che non arrivano occasioni di break dall’una o dall’altra parte. Si arriva comunque molto spesso a 30: da una parte Musetti non riesce sempre a giocare il suo tennis, dall’altra Zhou appare abbastanza tranquillo al cospetto di una situazione per lui non abituale. Si arriva al tie-break senza che mai si sia verificato un singolo gioco in cui arrivano i vantaggi, e anche il grande equilibrio di questa fattispecie fa capire la (poca) distanza odierna. Musetti la sua chance l’avrebbe anche, salendo dall’1-3 fino al 6-3 anche grazie a un meraviglioso punto, l’ottavo, in cui tra tweener di Zhou e palla corta con volée del toscano il pubblico può facilmente entusiasmarsi a prescindere dalla nazionalità. L’italiano ha tre set point, ma sul primo arriva una gran risposta di Zhou e sul secondo è lui a sprecare con il dritto. Il cinese pareggia con lo schema servizio-dritto, poi riesce a prendersi il parziale al secondo set point con lo schema seconda-volée.

Nel secondo set Musetti sembra accusare subito il colpo, perché arrivano due palle break a favore di un decisamente aggressivo Zhou. Lorenzo riesce a trovare un buono smash e una prima vincente per sventare il pericolo, e poi sostanzialmente di problemi non ne deve passare poi troppi. Anzi, sul 2-1 sullo 0-30 ci va lui, solo che Zhou serve e gioca troppo bene negli scambi corti. Ci vuole un po’ prima che arrivi una reale occasione per quel che concerne uno dei due. E quell’occasione finisce in mano all’italiano, che sulla prima palla break perde uno scambio infinito e tematico sul rovescio in slice, ma sulla seconda guarda il dritto di Zhou uscire: 5-3, che diventa in breve 6-3. Si va al terzo.

Per Musetti l’occasione è veramente grande ora, anche perché sull’1-1 ha tre palle break consecutive, tutte però cancellate da Zhou che le sue chance riesce a giocarsele molto bene (e sul 40 pari è Musetti a mandare fuori di pochissimo la risposta). Lo stesso giocatore toscano, sul 2-3, deve poi rientrare da 0-30 per evitare guai peggiori, specie in un momento di prima non sempre presente. Diventa però lui quello più pericoloso, e non in una sola occasione. L’occasione migliore ce l’ha sul 4-4, quando però non riesce a concretizzare un 15-30 (vero è che, come più volte ha già fatto, Zhou non è tanto in vena di concessioni). Inevitabilmente, alla fine è tie-break, e qui Mustti fa letteralmente tutto quello che non si dovrebbe fare nelle fasi decisive. Da un doppio fallo a uno scambio a rete non chiuso con recupero miracoloso del cinese, fino a un dritto lungolinea pessimo, scivola tutto via in un tempo che non dovrebbe essere. Finisce 7-1 per Zhou.

Stridono tantissimo i numeri, perché il tennis di Zhou gli fa inevitabilmente produrre un enorme quantitativo di gratuiti in più. Il numero 277 ATP, però, ha un bilancio di 20-46 secondo le statistiche grafiche (che rispetto all’ATP hanno delle discrepanze) contro il 20-15 dichiarato per Musetti. Una differenza enorme, che dice molto sulle difficoltà di giocare offensivo del toscano e tanto anche sulla partita. Ed è quasi paradossale per Lorenzo vincere 10 punti in più e perdere. Ma questo, come si sa, è il tennis.

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