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Lorenzo Musetti spezza la maledizione delle finali: una luce in un 2026 di ombre

Giandomenico Tiseo

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Lorenzo Musetti / IPA Sport

Ci voleva. Il 23 ottobre 2022 Lorenzo Musetti aveva conquistato il suo ultimo titolo ATP, battendo Matteo Berrettini nella finale del torneo di Napoli. Una sfida tutta italiana, che aveva sorriso al carrarino, allora ancora alle prese con la costruzione di un tennis destinato a portarlo tra i primi dieci del mondo, fino alla top 5, e a regalargli altri traguardi prestigiosi.

Le semifinali Slam, a Wimbledon nel 2024 e al Roland Garros nel 2025, sono soltanto due delle tappe di un percorso che lo ha portato a raggiungere almeno i quarti di finale in tutti e quattro i Major. A impreziosire il palmarès, il bronzo olimpico conquistato a Parigi nell’estate del 2024.

Eppure, la vittoria mancava. Come se a un certo punto fosse scattata una maledizione, puntualmente riproposta a ogni finale. Da quel successo partenopeo, Musetti aveva disputato altre sette finali nel circuito ATP e due nel Challenger, perdendole tutte. Un digiuno che, prima del trionfo di Lione, aveva raggiunto quota 1.463 giorni.

Quattro anni e due giorni dopo l’ultima volta, il toscano è tornato a sollevare un trofeo. Lo ha fatto battendo un signor giocatore come Taylor Fritz e sciorinando un tennis d’alta scuola, fatto di varietà, sensibilità e colpi che sembrano appartenere a un’altra epoca. Una vittoria importante non tanto per il prestigio di un torneo ATP 250, quanto per il momento in cui è arrivata e per ciò che può rappresentare nella stagione di Musetti.

Un’annata complicata, disseminata di contrattempi e infortuni che ne hanno condizionato il rendimento e minato la fiducia. Il problema muscolare accusato nei quarti di finale degli Australian Open contro Novak Djokovic è stato soltanto il primo di una serie di ostacoli, quasi una beffa del destino. L’ultimo, in ordine di tempo, la frattura di un dito durante un allenamento a Tokyo.

Una vera e propria “Odissea“, l’aveva definita lo stesso azzurro, in un momento di grande sincerità e sconforto. Il successo di Lione, allora, può diventare un nuovo punto di partenza: per ritrovare continuità, recuperare fiducia e tornare a occupare le posizioni che il suo talento gli consente di ambire.

Con Musetti, intanto, l’Italia torna a festeggiare quest’anno un titolo ATP, il nono della stagione, dopo l’ultimo conquistato da Jannik Sinner a Wimbledon il 12 luglio. Per il carrarino è il terzo trofeo in carriera, dopo Napoli e Amburgo, entrambi arrivati nel 2022. Tre anni dopo, il cerchio si chiude. E, soprattutto, si riapre una strada.

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