Atletica

La tuta spaziale di Keely Hodgkinson: sarà il futuro dell’atletica? Quanto tempo si guadagna? Le parole di Hunter Bell

Stefano Villa

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Keely Hodgkinson / Lapresse

Nelle ultime settimane si è parlato a lungo della tuta integrale con cappuccio indossata da Keely Hodgkinson durante il Meeting di Athlos andato in scena lo scorso 18 settembre allo StoneX Stadium di Londra. La britannica si era cimentata sugli 800 metri con un abbigliamento diventato rapidamente virale e che ha fatto pensare a lungo sulla sua possibile adozione in massa in un prossimo futuro, perché i vantaggi in termini aerodinamici sembrano essere concreti.

Il completo porta la firma di Nike e ricalca il celeberrimo esemplare indossato da Cathy Freeman alle Olimpiadi di Sydney 2000. In quell’occasione, la Campionessa Olimpica di Parigi 2024 si espresse in 1:56.40, due secondi sopra al suo record nazionale (1:54.33), corso quest’anno in ben altre condizioni di gara. Agli Europei la 24enne conquistò la medaglia d’argento alle spalle della pirotecnica svizzera Audrey Werro, vero volto simbolo della stagione sul doppio giro di pista.

In attesa di vedere quello che succederà negli anni a venire, sul tema è intervenuta anche la britannica Georgia Hunter Bell, altro volto simbolo dell’atletica internazionale, che ha parlato di un guadagno di 1-2 punti percentuali sul proprio rendimento. Ai microfoni di Sky ha però precisato che si tratta di una sensazione personale e non ha portato dati effettivi su un misurabile miglioramento effettivo della prestazione.

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