Formula 1
Kimi Antonelli avverte la Mercedes: “Il potenziale c’è, ma la macchina resta difficile da guidare”
Il potenziale c’è, ma trovare il limite resta un esercizio tutt’altro che semplice. Kimi Antonelli chiude il sabato di Singapore con il quarto tempo in qualifica e segnali incoraggianti sul comportamento della Mercedes aggiornata, senza però nascondere le difficoltà di una monoposto ancora estremamente sensibile alle variazioni di guida. Un equilibrio delicato, sul quale il giovane italiano dovrà lavorare per trasformare i progressi in un risultato pesante nella gara di domenica.
La giornata, intanto, gli ha già consegnato un’opportunità sul fronte del campionato. L’incidente di George Russell nella Sprint Race, con il compagno di squadra costretto a partire dal fondo della griglia nel Gran Premio, apre infatti la possibilità di aumentare ulteriormente il margine in classifica. Il bolognese arriva all’appuntamento con 89 punti di vantaggio sul britannico e può sfruttare una situazione favorevole, pur dovendo prima risolvere le incognite legate al rendimento della W17.
Il tema centrale delle dichiarazioni di Antonelli dopo le qualifiche è il rapporto con il nuovo pacchetto tecnico. I progressi sul bilanciamento sono evidenti, ma la monoposto non offre ancora quella costanza di comportamento necessaria per spingere senza incorrere in reazioni improvvise.
Ai microfoni di Sky Sport F1, Kimi ha descritto con precisione il quadro della situazione: “Abbiamo fatto miglioramenti con il bilanciamento, ma in ogni caso la macchina resta difficile. Il potenziale c’è, ma la finestra è molto piccola“.
La Mercedes sembra richiedere un lavoro di precisione sempre maggiore, perché anche piccole differenze nell’approccio alle curve possono modificare sensibilmente la risposta della vettura. Antonelli ha spiegato così questa caratteristica: “Il bilanciamento cambia molto, anche a seconda della guida e soprattutto quando spingi un po’ di più. La macchina è molto più sensibile“.
Una sensibilità che emerge soprattutto quando si cerca di guadagnare qualche decimo. Il pilota italiano ha portato come esempio due episodi distinti del proprio giro, utili a comprendere quanto sia sottile il confine tra una manovra efficace e una perdita di controllo dell’avantreno o del retrotreno: “In curva 3 sono andato sul gas un po’ prima e mi è partita di colpo; invece in curva 10 ho portato più velocità e sono andato in sottosterzo“.
Nonostante le difficoltà, il quarto posto in qualifica rappresenta una base concreta da cui partire. Kimi scatterà dalla seconda fila, in una posizione che gli consente di guardare al podio senza trasformare le ambizioni in certezze. Il nodo principale resta il passo gara, un parametro sul quale la Mercedes aggiornata non ha ancora fornito tutte le risposte necessarie. Il giudizio del pilota è improntato alla fiducia, ma senza sottovalutare le variabili in gioco. “Sono contento perché abbiamo fatto miglioramenti e il potenziale del pacchetto c’è“, ha ribadito Antonelli, confermando le sensazioni positive raccolte nel corso del sabato.
La prospettiva per domenica, però, impone prudenza: “Speriamo di poter fare un podio, ma non sarà facile. Non sappiamo come andrà questa macchina sul passo-gara“. È questo il punto interrogativo che accompagna la Mercedes verso il Gran Premio di Singapore: capire se i progressi sul giro secco possano tradursi in un rendimento altrettanto competitivo sulla distanza.
Il pilota italiano, comunque, non perde fiducia nella possibilità di completare un fine settimana importante. “Sono però fiducioso sul fatto che si potrà fare un bel lavoro“, ha concluso.