Formula 1
Hamilton difende Vasseur e lancia un segnale ai vertici della Ferrari: “Non dipende solo da lui…”
Lewis Hamilton difende Frederic Vasseur, ma le sue parole finiscono per spostare il mirino proprio dove la Ferrari, finora, ha mostrato il massimo riserbo: ai vertici della “piramide”. Il britannico non mette minimamente in discussione il Team Principal francese. Anzi, ne rivendica il lavoro e ne sostiene apertamente la permanenza. Ma, nello stesso momento, chiarisce che Vasseur non può essere considerato l’unico responsabile delle scelte e delle difficoltà della squadra.
“Hanno provato a spezzare il nostro spirito, ma senza successo“, ha esordito Hamilton ai colleghi di Sky Sport UK. Poi la difesa del Team Principal: “Fred è la persona che ci guida e sta facendo un lavoro fantastico. Se guardate storicamente quanti si sono succeduti in quel ruolo, credo che sia in una posizione migliore di loro. Ma alla fine non è una situazione che dipende da un solo uomo“.
Ed è proprio questo il passaggio che cambia la lettura delle sue dichiarazioni. Dopo le voci su un possibile addio del francese, smentite dalla Ferrari che ha ribadito la propria fiducia, Hamilton non si limita a difenderlo. Ridimensiona l’idea che un eventuale problema della Rossa possa essere risolto intervenendo soltanto sulla figura del team principal.
“Si tratta di tantissime persone e se volete puntare il dito, fatelo da un’altra parte. Ci sono persone più in alto che ne fanno parte, tantissime persone“, ha aggiunto il sette volte campione del mondo.
Il riferimento ai livelli superiori è difficile da ignorare. Lewis non fa nomi e non attribuisce colpe, ma introduce un elemento preciso: nella Ferrari esistono centri decisionali che vanno oltre Vasseur. E se il francese ha già realizzato parte dei cambiamenti richiesti, significa che altri interventi dipendono da un livello diverso della gerarchia.
“Fred ha già implementato molti dei cambiamenti che gli ho chiesto, ma ce ne sono ancora altri da fare“, ha spiegato Hamilton. E poco dopo ha aggiunto: “Continuerò a cercare di lavorare con le persone che hanno il potere per apportare i cambiamenti“.
La questione, quindi, non è più il futuro di Vasseur. E qui entra in gioco anche il confronto con Mercedes: “Toto (Wolff, ndr) si trova in una situazione diversa rispetto a Fred, le strutture sono molto diverse. Posso dire solo questo“.
Secondo l’organigramma Ferrari, Vasseur deve rispondere all’amministratore delegato Benedetto Vigna e al presidente John Elkann. Le parole di Hamilton si inseriscono esattamente in questo quadro, secondo cui i problemi della Rossa non possano essere ricondotti principalmente all’uomo che siede al muretto.