Ciclismo

Giulio Ciccone, un grande nell’era dei giganti: tanti piazzamenti di lusso tra Monumento e maglia azzurra

Stefano Villa

Pubblicato

il

Giulio Ciccone / IPA Sport

Giulio Ciccone avrebbe meritato di raccogliere qualcosa in più nell’ultima settimana, durante la quale ha corso da assoluto protagonista con la maglia azzurra. Da capitano della nostra Nazionale, l’abruzzese ha saputo mettersi in mostra sia a Montreal che a Sencur: in entrambe le occasioni avrebbe potuto ambire alla vittoria, dall’alto di una forma fisica apparsa decisamente smagliante e dopo aver interpretato in maniera impeccabile i due appuntamenti sotto il profilo tattico.

Nono posto ai Mondiali e medaglia d’argento agli Europei, ma non mancano i rimpianti. In Canada aveva risposto presente sul tratto in salita più esigente e, insieme al britannico Tom Pidcock, si era riportato a una quindicina di secondi dallo statunitense Brandon McNulty, sembrava poter rientrare sul fuggitivo e invece l’operazione è sfumata proprio sul più bello, terminando in nona posizione dopo essere stato molto coraggioso sul lungo chilometraggio e in un contesto di massima competitività.

In Slovenia ha attaccato sull’ascesa di Mozjanca al penultimo giro, Remco Evenepoel gli ha risposto, è caduto al GPM, è rientrato e ha contrattaccato in discesa, l’azzurro ha replicato e sono arrivati insieme in volata. In una curva verso destra, a trecento metri dal traguardo, Ciccone lo ha superato all’interno e ha rilanciato l’andatura, ha guadagnato terreno, ma il belga ha recuperato da dietro e lo ha beffato al photo-finish per meno di due centimetri. Un argento dal sapore amaro, in chiusura di una settimana dove avrebbero meritato di raccogliere qualcosa in più.

In un’era di giganti assoluti come lo sloveno Tadej Pogacar, l’olandese Mathieu van der Poel, i belgi Wout van Aert e Remco Evenepoel, Giulio Ciccone ha saputo ritagliarsi spazio e ha conseguito risultati degni di nota in eventi di primaria importanza: oltre ai riscontri degli ultimi sette giorni, vanno annotati due podi nelle Classiche Monumento (terzo al giro di Lombardia 2024 e secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi 2025), la maglia di miglior scalatore al Giro d’Italia e al Tour de France, il sigillo alla Classica di San Sebastian dello scorso anno, poche settimane prima del sesto posto al durissimo Mondiali di Kigali. Meriterebbe una vittoria di lusso, magari già al Giro di Lombardia di sabato prossimo… 

Exit mobile version