Ciclismo

Giardini: “Ayuso potrebbe aiutare Ciccone al Lombardia. Ho dei dubbi caratteriali su Widar”

Andrea Addezio

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Giulio Ciccone / IPA Sport

La vittoria del francese Dorian Godon nel Gran Piemonte, i risultati delle prove a cronometro degli Europei di Lubiana e l’esito delle Classiche italiane dell’ultima settimana per poi concentrare l’attenzione sul Giro di Lombardia in programma sabato. Questo e altro nella nuova puntata di Bike Today, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport. Ospite il giornalista Gianluca Giardini.

Sulle risonanze del Gran Piemonte e la gara di Del Toro: “Un del Toro non male, anche se il percorso non era per niente adatto a lui. Troppa distanza dalla salita della Morra al traguardo, è comunque una salita non esageratamente impegnativa, infatti la seconda volta che l’hanno affrontata erano in 80-90 in gruppo. Nel momento clou c’erano velocisti come Godon, come Michael Matthews, sono arrivati davanti anche velocisti meno forti, quindi è, diciamo, un percorso che non gli si addiceva. Però ha dato un segnale perché aveva, secondo me, lanciato un po’ l’idea che avesse un problemino a un ginocchio. Mi sembrava abbastanza in salute”.

Sul messicano e la UAE come squadra da battere: “Lo sapremo meglio sabato e comunque la sua squadra sarà fondamentale. La UAE, secondo me, sarà la squadra da battere, ma ne parleremo a termine di questa carrellata sulle gare che si sono svolte in questi giorni”.

Sul successo di Godon: “Godon è un ciclista ormai trentenne che ha trovato la sua giovinezza a ventisette anni quando ha vinto il titolo francese. Prima era un velocista di non dico bassa tacca, ma insomma di seconda fascia. Probabilmente gli è scattato qualcosa, crede di più nelle sue qualità. Ha cambiato anche squadra ed è diventato uno dei più forti velocisti resistenti, cioè i velocisti moderni di cui c’è bisogno oggi, perché lui quando si tratta di affrontare medie salite, o arrivi in vetta delle salite non difficili e sprintare è senz’altro uno dei migliori e quindi tanto di cappello. Mi ricorda, non fisicamente ma come caratteristiche, Michael Matthews di qualche anno fa”.

Sulla Tre Valli Varesine: “Anche qui percorso non difficilissimo, però tante salite non molto pendenti, la caratteristica delle salite della Tre Valli è questa, però il dislivello c’era e alla fine comunque un po’ di selezione è avvenuta. Nel finale Pidcock ha diciamo condizionato in maniera fondamentale la corsa, ha lanciato lui l’attacco decisivo con Widar e Jorgenson che lo hanno seguito, con Jorgenson che insomma tirava un po’ indietro all’inizio, poi qualche discussione dietro si è visto Piganzoli che probabilmente ha ricevuto l’ordine di proteggere il compagno della Visma e a quel punto hanno guadagnato quei trecento metri che sono stati sufficienti per arrivare sul traguardo. Un terzetto di corridori molto forti, con un arrivo molto spettacolare”.

Sul successo di Jarno Widar: “Lui è giovanissimo, ha vinto tutte le più belle corse che poteva vincere nella categoria Under 23, anche se ci ha corso solo a diciannove anni praticamente e a venti neanche tutto l’anno, quindi il corridore è già sotto osservazione. Ha un po’ di problemi caratteriali, l’ho già detto altre volte, è un po’ alla Evenepoel da quel punto di vista, molto nervoso, perde la calma. Abbiamo visto quando cadde in maglia rosa al Giro d’Italia Under 23, lo aveva vinto l’anno prima, e si dovette ritirare in preda a degli attacchi che definirei quasi isterici. Insomma, era molto debole da questo punto di vista. Fisicamente invece è molto forte, va forte sulle salite lunghe, è molto esplosivo e abbiamo visto che è stato capace di battere in volata Pidcock e Jorgenson. Parliamo di un corridore che ha il futuro dalla sua parte. L’unico mio dubbio rimane quello del carattere, aspetto sul quale dovrà lavorare molto lui e il suo staff”.

Sulle prove a cronometro degli Europei: “Intanto hanno detto che la data era sbagliata perché abbiamo avuto una partecipazione scarsa, molto scarsa da parte delle nazionali per le cronometro a squadre e non c’erano tutti i migliori cronoman e uso un eufemismo sia nella categoria maschile che in quella femminile, anche se alla fine Reusser e Roglic sono due degni vincitori. Roglic poi addirittura in Slovenia, in casa, è una mezza favola. Devono rivedere un po’ il calendario perché si è visto poco e noi abbiamo fatto abbastanza bene, conquistato una caterva di medaglie di legno, credo che siano in testa da quel punto di vista, però insomma siamo stati presenti come nazionale italiana e nelle cronometro, ci siamo in tutti i modi comunque difesi, ma vorrei vedere corridori come Ganna fare quelle gare”.

Sulla collocazione errata degli Europei: “Sì, poi bruttissima la concomitanza con il Giro dell’Emilia, la concorrenza con la Tre Valli Varesine, cioè corse di importanza vitale per i nostri movimenti, quindi da gestire, sacrilegio”.

Sull’ultima corsa da pro di Damiano Caruso e Jacopo Mosca: “Due ragazzi che al di là dei risultati, Caruso ha anche ottenuto buoni risultati nella sua carriera, si sono ritagliati un’immagine piacevole nei confronti dei tifosi, dei capitani e di loro stessi. Parliamo di due ciclisti generosi, hanno sempre lavorato per gli altri anche quando, come Caruso ha dimostrato, avrebbero potuto giocarsi in maniera più concreta le proprie possibilità, quindi hanno percorso una carriera lasciandosi dietro molta simpatia. Caruso carriera più lunga, Jacopo Mosca un po’ meno, però ovviamente anche la caratura del campione insomma un po’ differente. Jacopo Mosca, che ricordiamo, è il compagno di Elisa Longo Borghini. Speriamo, speriamo che facciano due o tre figli, magari un paio di maschietti o una femmina. Così nei prossimi anni avremo nuovi talenti”.

Su Pezzo Rosola: “Rosola e Pezzo hanno dato alla luce due ragazzi fortissimi, il più giovane, poi tra l’altro quinto anche al Mondiale, all’Europeo. Quindi diciamo che la cosa è venuta bene, perché no?”.

Sull’imminente Giro di Lombardia: “Gli ultimi anni era abbastanza monopolizzata la corsa, però potremmo rifare gli stessi discorsi identici che abbiamo fatto alla vigilia del Mondiale, compresi i favoriti. Ci sono tutti, Evenepoel, Seixas, il campione del mondo McNulty che dovrà dimostrare in una gara più adatta alle sue caratteristiche il suo vero valore. Correrà in appoggio a Del Toro, farà la sua corsa, vestiranno la stessa maglia e quindi possono fare come gli pare. Ci sono tutti i più forti del mondiale, però nelle loro rispettive squadre, per esempio Lidl-Trek con Ciccone capitano ma con Ayuso al suo fianco. Insomma, se Ayuso deciderà di aiutarlo è una bella coppia e quindi i rapporti cambiano in maniera decisa. Per il resto ci sono tutti i migliori del mondo e quindi non possiamo fare altro che riempire il frigorifero, come consiglio tutti, di bibite, birra e biscotti e poi aspettiamo sabato in trepidazione”.

Su Piganzoli come uomo di riferimento della squadra: “Allora lui sicuramente non lavorerà prima, perché fino al tratto finale lui e Jorgenson saranno sicuramente i due capitani designati. Poi magari entreranno in azione più tardi le seconde schiere tipo Nordhagen, se iscritto. Hanno anche corridori in grado di portarli e poi sono tante le squadre che lavoreranno, difficile che una fuga prenda un vantaggio anche visto il percorso. Saranno chiaramente le ultime due salite a decidere, si parleranno e se staranno tutte e due bene, siccome non sono nessuno dei due velocisti straordinari, tenteranno l’attacco l’uno e l’altro. Credo che sia la situazione per Piganzoli perfetta. Poi se ne andrà Jorgenson e dovrà proteggerlo. Pazienza, sfortuna. Però è una bella condizione avere un compagno fino agli ultimi 20-30 km al tuo fianco, quindi credo che sia un vantaggio, così come lo è Ayuso per Ciccone”.

Sul far innervosire Evenepoel: “A volte però Remco quando si arrabbia prende su e se ne va e fa 30-40 km da solo. Quindi anche lì per stare attenti come si parla. Clamoroso è stato il Mondiale in Africa a Kigali, due cambi di bicicletta completamente inutili, aveva perso un minuto e mezzo due, è rientrato, ha fatto il diavolo a quattro, poi è andato a conquistare una medaglia d’argento meritatissima. Oltretutto quando non c’è Tadej, Remco è sicuramente il favorito in tutti i tipi di corsa”.

Sulle possibilità più elevate per gli italiani rispetto al Mondiale: “Speriamo di festeggiare perché con Ciccone avevamo pronosticato e tifato al tempo stesso. Due millimetri ci hanno fregato. In Lombardia è un altro percorso, non ci saranno i due millimetri, parleremo di venti secondi o due minuti. È tutto un po’ più semplice. Poi non ci saranno i Matthews del caso nel finale, perché il percorso li taglia fuori in maniera incredibile, quindi abbiamo come italiani molte più possibilità che al Mondiale”.

Sulla possibilità di vedere Evenepoel e Ciccone fianco a fianco nell’ultimo chilometro: “Sarebbe giornalisticamente un titolo eccezionale. Io preferirei però vedere Evenepoel inseguire Ciccone a 30 secondi”.

Sulle possibilità di Ciccone: “Anche Ciccone è un po’ fumantino, non è proprio la freddezza, quindi da quel punto di vista lì se la tirano. Però ecco, Piganzoli invece è un ragazzo molto più posato, molto più freddo e molto più calmo da quel punto di vista lì. Potremmo sognare anche con lui, perché chissà. Siamo competitivi, insomma”.

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