Formula 1

Giancarlo Minardi: “Resta aperta l’ipotesi di una gara ad Imola. La F4 italiana oggi è un fiore all’occhiello nel mondo”

Andrea Ziglio

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Giancarlo Minardi / LaPresse

Giancarlo Minardi è una figura storica e di altri tempi per il mondo della Formula 1. Un nome che subito riporta la mente ad epoche passate, ad una Formula 1 che non tornerà mai più. Una carriera straordinaria, ma soprattutto un amore spasmodico per i motori. Minardi è stato ospite del programma Monitor, condotto da Sabrina Sgalaberna sul canale YouTube di OA Sport.

L’evoluzione della Formula 1 in questi anni: “Abbiamo visto negli ultimi Gran Premi che in pochi millesimi ci sono sei, sette macchine. Sono risultati dal lato tecnico molto apprezzabili e sicuramente c’è un lavoro straordinario. Sicuramente molto costosi per le scelte che sono state fatte. Sicuramente tutto questo sarà utile non solo per la Formula 1, ma anche per il futuro dell’automotive”. 

Adesso è molto complicato per un nuovo team provare ad entrare nel Mondiale di Formula 1: “Partire da zero per fare un team con tutte le complicazioni tecniche che ci sono è molto complicato. Lo stiamo vedendo anche come un colosso come la Cadillac che sta facendo fatica”. 

La Minardi ai tempi puntava moltissimo sulla crescita dei giovani, non solo in pista ma anche nei box e nelle squadre. Un modello che non c’è più ora e che è soprattutto cambiato anno dopo anno: “Tutte le squadre hanno la loro Accademy e questo è importante. Noi come ACI Sport siamo abbastanza sotto la lente di queste Accademy, perchè molti dei piloti che sono arrivati nel Mondiale correvano in Formula 4 italiana, che oggi è il fiore all’occhiello delle Formula 4 nel mondo. Nascono probabilmente dei giovani ingegneri ed è questa la cosa che mi dispiace di più. Qui vedo soprattutto un rallentamento rispetto a quello che facevamo noi, che spesso facevamo crescere dentro la nostra società”.

Un mondo della Formula 1 decisamente diverso rispetto al passato: “Quando correvamo noi c’era sicuramente un’altra atmosfera. Oggi il box è un ambiente molto freddo. Io sono stato a Monza e sono tutti rinchiusi a fare grandi riunioni. Oggi la F1 è molto tecnica, di svariate scelte che sono fatte, ripetute, controllate in ogni momento. Un mondo completamente diverso e anche per questo ho creato il Minardi Day, per far rivivere proprio quei momenti passati e far raccontare ai piloti quella che è stata la loro F1″. 

L’importanza della Motor Valley, il distretto industriale dell’Emilia-Romagna: “La Motor Valley è un valore enorme, è una realtà industriale fantastica, che è nata con le corse e con la Ferrari principalmente. Io sono di Faenza ed in MotoGP c’è un team faentino, che è quello di Gresini. L’amico Fausto lo aveva fatto nascere proprio a Faenza. La Racing Bulls è nata dalle ceneri della Minardi e se è rimasta qui è perchè sta trovando tutto per ottenere risultati importanti. Poi c’è anche la sezione cross con Andrea Dovizioso che sta facendo anche lui un ottimo lavoro. Faenza ricopre un ruolo importante nella Motor Valley”. 

La possibilità di avere la chiusura del Mondiale di Formula 1 ad Imola: “Imola è sempre pronta ed in pochissimo tempo può soddisfare le richieste di Liberty Media. Io sono ancora ottimista e secondo me è ancora aperta la possibilità di avere una gara a Imola”. 

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