Tennis
Flavio Cobolli spiega il suo ritiro a Vienna: il messaggio sui social dell’azzurro
Non doveva finire così. Il derby tricolore tra Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, ultimo incontro in tabellone all’ATP 500 di Vienna, si è spento prima del tempo, nel modo più amaro. Negli ottavi del torneo austriaco il punteggio si è fermato sul 5-2 per Berrettini, quando Cobolli, numero 6 del mondo, è crollato al cambio di campo: gli occhi lucidi, poi le lacrime, il volto nascosto sotto l’asciugamano nel tentativo di sottrarsi agli sguardi. Berrettini si è avvicinato per consolarlo, un gesto di quelli che raccontano più di un punteggio, e a quel punto il romano, classe 2002, ha preso la decisione: ritiro.
Poche ore dopo, con una Storia su Instagram, Flavio ha scelto di spiegare. Il primo pensiero è per la città che lo ospitava: “Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti“.
Poi il racconto del problema fisico, avvertito già nella sfida di due sere prima e portato avanti per orgoglio: “Ho sentito qualcosa nel match dell’altra sera (contro Grigor Dimitrov, ndr.), ma ho voluto provarci fino in fondo. Oggi però ho capito che continuare avrebbe significato forzare troppo e mi sono dovuto fermare“.
Resta da chiarire il senso di quel pianto, che a bordo campo era sembrato la resa di un corpo ferito. Non è così, o non soltanto: “Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e di delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto restarci“.
Adesso la parola passa ai medici. “Domani farò tutti gli esami e vi aggiornerò appena possibile“, promette Cobolli, che guarda già oltre e lancia un messaggio rassicurante ai tifosi: “Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi! Grazie per tutto l’affetto“. Il 1000 francese è in programma dal 2 all’8 novembre e potrebbe rivelarsi determinante nella definizione del roster dei qualificati alle ATP Finals, di cui Flavio al momento fa parte, occupando il n.6 della Race.