GP Indonesia
Fabio Di Giannantonio: “Sono stato toccato al via, contento del podio. Ero più veloce Ogura, ma…”
Fabio Di Giannantonio archivia la Sprint del Gran Premio d’Indonesia di MotoGP con un prezioso terzo posto. Sul circuito di Mandalika, il pilota della Ducati VR46 si è distinto per una prestazione solida e intelligente, riuscendo a gestire una gara movimentata e a conquistare il gradino più basso del podio alle spalle del vincitore Marc Márquez e di Ai Ogura.
Scattato dalla terza posizione in griglia, conquistata nelle qualifiche del mattino, l’italiano ha eseguito un’ottima partenza, inserendosi immediatamente nella lotta per le posizioni di vertice. Le prime curve, tuttavia, si sono rivelate particolarmente concitate: in Curva 1, un contatto che ha coinvolto Raul Fernandez e Marco Bezzecchi ha provocato il ritiro di entrambi, mentre Di Giannantonio è riuscito a evitare le conseguenze peggiori, pur dovendo fare i conti con un episodio che ha condizionato la sua fase iniziale di gara.
“L’importante è essere sul podio. Abbiamo fame di ottenere questi risultati“, ha commentato a caldo il pilota romano, sottolineando la soddisfazione per un risultato che conferma la competitività del suo pacchetto tecnico.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Di Giannantonio ha poi ricostruito quanto accaduto nelle prime battute della Sprint: “In ingresso di Curva 1 ho frenato in anticipo, poi qualcuno mi ha toccato il piede e mi è rimasta inserita la prima marcia. Non so esattamente cosa sia successo, forse si è creato una sorta di “panino”“. Un episodio che avrebbe potuto compromettere la sua corsa, ma che il pilota della VR46 è riuscito a gestire senza perdere definitivamente contatto con i protagonisti.
Nel corso dei 13 giri, l’italiano ha mantenuto un ritmo competitivo, dimostrando di avere le risorse necessarie per ambire a qualcosa in più del terzo posto. A impedirgli di attaccare con maggiore decisione Ogura è stata soprattutto la gestione degli pneumatici, un fattore che ha limitato le sue possibilità nella fase centrale della gara.
“Sono molto contento del mio potenziale e, sinceramente, avevo qualcosa in più rispetto a Ogura, che mi ha preceduto. Avevo più ritmo, ma non riuscivo ad attaccare perché la gomma si scaldava molto“, ha spiegato Di Giannantonio, evidenziando come il limite non fosse tanto nella velocità sul giro quanto nella possibilità di sfruttarla efficacemente in fase di sorpasso.
Il finale ha premiato la sua costanza. Approfittando del calo degli pneumatici di Jorge Martin e di un errore dello spagnolo, Di Giannantonio è riuscito a guadagnare la posizione decisiva, assicurandosi il terzo posto e completando così una Sprint di grande concretezza.
Resta, tuttavia, la consapevolezza che il potenziale della Ducati debba ancora essere sfruttato appieno su un tracciato che sembra favorire le caratteristiche dell’Aprilia. “La Ducati è un’ottima moto, ma su questa pista l’Aprilia ha qualcosa in più e noi dobbiamo spingere per colmare il divario. Il passo che avevano e che hanno Fernandez e Bezzecchi è notevole. Non ci arrendiamo, però, e sappiamo in quali aree dobbiamo migliorare“, ha concluso.