Formula 1

F1, pagelle GP Singapore 2026: Verstappen torna a far paura, Antonelli e la maturità di un veterano

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Max Verstappen / IPA Sport

PAGELLE GP SINGAPORE F1 2026

Max Verstappen (Red Bull) – 10 e lode
Il Cannibale è tornato, e ha pure l’aria di avere fame. Pole, Sprint e gara: il tris completo, servito a un circuito che in carriera gli aveva sempre negato l’ultimo boccone. Comanda dal primo all’ultimo giro con una Red Bull rimessa a nuovo, e quando la radio gli muore in gola non se ne accorge nemmeno, o fa finta: tanto, a chi dovrebbe dare retta? Un fuoriclasse che si parla da solo e vince lo stesso.

Charles Leclerc (Ferrari) – 8,5
Spreme la SF-26 come un limone a Sorrento, fino all’ultimo millesimo. Al via prova a pungere l’olandese, poi capisce che la partita è un’altra e la gioca con testa, approfittando della Virtual Safety Car con tempismo da orologiaio. Il secondo posto, a sette secondi e rotti dal vincitore, è il massimo che quella domenica concedeva. Porta Maranello sul podio con grinta e precisione, e si prende anche i complimenti dei meno devoti.

Kimi Antonelli (Mercedes) – 8
Un veterano chiuso nel corpo di un ragazzino. Boccheggia nel caldo e nell’umidità di Marina Bay, ha una penalità per i limiti della pista che pende come una spada di Damocle, e intanto compie il colpo della domenica. Al 54° giro Norris e Hamilton si danno battaglia da cortile, lui li guarda, aspetta e li infila entrambi all’esterno con un solo guizzo: due al prezzo di uno, e senza nemmeno sudare. Più del dovuto, almeno. Il terzo posto blinda una leadership iridata solidissima; il primo match point mondiale lo attende ad Austin.

Lando Norris (McLaren) – 5,5
Il quarto posto è fumo negli occhi, tenuto in piedi dalla bontà della macchina. La verità è che si fa infilare all’esterno da Antonelli come l’ultimo dei debuttanti, nel pieno del 54° giro. In un momento del campionato in cui servirebbe il coltello tra i denti, Lando ha di nuovo mostrato un’educazione da gentiluomo, che in pista è il difetto peggiore. Troppo garbato, troppo poco cattivo.

Lewis Hamilton (Ferrari) – 5
La sfortuna della Virtual Safety Car non è colpa sua, d’accordo. Ma poi è andate un po’ a cercarsela con quell’agonia sulle gomme. Chiude sesto, subendo anche lui il sorpasso fotocopia di Antonelli: la stessa scena, con lo stesso copione e lo stesso finale. Una gestione da dimenticare per il Re Nero.

George Russell (Mercedes) – 5
Il weekend si complica già al sabato con una qualifica da film dell’orrore, di quelli in cui si capisce subito come andrà a finire. In gara tenta la rimonta rabbiosa dalle retrovie, per via della penalità dovuta alla sostituzione della Power Unit, ma su una pista cittadina dove superare è un’impresa da Ercole. Chiude con pochi punti (nono), schiacciato dal confronto con un compagno di squadra che, sulla stessa macchina, sale sul podio con la maturità di un veterano. Il paragone, per lui, è una vera crudeltà.

Liam Lawson (Racing Bulls) e Nico Hülkenberg (Audi) – 7,5
Menzione speciale per Lawson (7°) e Hülkenberg (8°). Gara eccellente nel gruppo di mezzo, dove si lotta lontano dalle telecamere e dai riflettori. Approfittano degli errori altrui, la qualifica horror e la rimonta solo parziale di Russell su tutti, e portano a casa punti pesantissimi per le rispettive squadre su uno dei circuiti più ostici del Mondiale. Silenziosi, concreti, preziosi: i lavoratori dell’ombra.

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