Formula 1

F1, Laurent Mekies: “Premiato un lavoro di cinque anni. La tendenza era chiara già da Monza”

Erik Nicolaysen

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Mekies / Lapresse

Laurent Mekies gonfia il petto all’indomani della vittoria di Max Verstappen nel Gran Premio del Bahrain a Sepang 2026 (recupero dell’appuntamento non disputato a Sakhir), sedicesimo round stagionale del Mondiale di Formula Uno. In Malesia, al termine di una gara pazza tra pioggia, caos in partenza, Safety Car e sorpassi, è arrivato il primo successo dell’anno per Red Bull che ha cominciato ufficialmente nel 2026 il suo nuovo percorso da motorista.

“Quello di ieri è il premio per cinque anni di lavoro fenomenale. Sentiamo che il motore è una parte forte del nostro pacchetto e sicuramente ci aiuta su circuiti come Baku o la Malesia. Oggi tutto è molto integrato tra telaio e motore. Vinciamo e perdiamo insieme. Abbiamo visto molti progressi da entrambe le parti e c’è molto di più della semplice potenza o del carico aerodinamico. Si tratta di integrazione, di riuscire a estrarre tutto dal pacchetto in qualsiasi condizione, sull’asciutto come sul bagnato. Tanto di cappello a tutti quelli che sono a Milton Keynes, è incredibile che dopo soli cinque anni di lavoro dietro le quinte siamo riusciti a vincere. Devono essere molto orgogliosi dell’enorme contributo che hanno dato a questa vittoria“, dichiara il team principal della Red Bull.

“Siamo partiti con il piede sbagliato, ma ovviamente nessuno ci avrebbe aspettato. Essere partiti da oltre un secondo di ritardo ed essere arrivati dove siamo oggi credo sia molto nel DNA della Red Bull Racing: avere uno sviluppo molto forte durante la stagione. Pensavamo che ci fosse la possibilità di rimanere bloccati intorno a quei tre decimi dalle vetture migliori. Invece i ragazzi hanno fatto un lavoro incredibile, sia sul fronte del telaio sia su quello della power unit, riuscendo a recuperare proprio quegli ultimi tre decimi che ritenevamo i più difficili. Non stavamo aspettando un aggiornamento magico che improvvisamente avrebbe dovuto portarci la prestazione. Sapevamo di avere degli sviluppi in arrivo e che Baku sarebbe stato l’ultimo. Era semplicemente la prosecuzione del percorso di sviluppo della macchina. La tendenza era già chiara prima della prima vittoria, con Monza, Madrid e Baku. Ora sappiamo altrettanto bene quanti passi dobbiamo ancora fare per poter puntare a vincere con maggiore regolarità“, prosegue Mekies (fonte: Motorsport.com).

Sullo svantaggio di non poter sviluppare la power unit tramite il sistema ADUO: “L’ADUO cerca in qualche modo di stimare la potenza massima del motore termico, ma esiste un numero enorme di altri fattori prestazionali che possono essere sviluppati e migliorati. I ragazzi hanno svolto un lavoro enorme sul pacchetto, sulla guidabilità, sulle finestre operative e su molti altri aspetti. C’è un enorme lavoro di sviluppo dietro le quinte anche quando non puoi modificare l’hardware. E credo che questo sia particolarmente vero per noi, essendo al nostro primo anno“.

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